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Evoluzione e tecnica di impiego degli aerei nella lotta antincendio
hanno assistito per primi anche alla nascita della specialità aerei antin-
cendio. Tanto per cambiare tutto nasce da un’iniziativa privata negli an-
ni ’30 dopo che il fenomeno degli incendi boschivi aveva assunto, negli
anni precedenti, proporzioni devastanti unitamente alla distruzione
delle foreste dovuta ad attività umana per fini pascolivi e coltivativi. Da
quei primi tentativi rudimentali dovuti all’intraprendenza di pionieri, si
è giunti, in 70 anni, ad un utilizzo industriale, diffuso ed incisivo, degli
aerei nella lotta AIB, gestiti in massima parte da grosse società di lavoro
e trasporto aereo.
Nonostante la flessibilità di impiego e la possibilità di raggiungere
località anche impervie in poco tempo, l’uso dell’aereo ha dimostrato di
non essere esaustivo nella lotta AIB evidenziando, se mai ce ne fosse
stata necessità, l’indispensabile funzione degli uomini a terra per la gui-
da dell’aereo e per la bonifica del fuoco. L’aereo antincendio da moltis-
simi anni ha varcato il confine degli USA, dove è nato e dove si è svi-
luppato, per approdare e diffondersi in Europa, in quelle nazioni nelle
quali esistono condizioni ambientali particolari che sono la premessa e
il terreno per l’insorgere e lo svilupparsi degli incendi boschivi. Le flot-
te aeree hanno consistenze del tutto variabili in funzione dell’estensio-
ne delle foreste delle varie nazioni e dell’incidenza del fenomeno. Ad
inizio degli anni ’80 gli USA schieravano (dati U.S. Forest Service) 400
aerei ad ala fissa, più 200 elicotteri, più i velivoli messi a disposizione
dai servizi forestali dei vari Stati e dalle forze armate. Oggi il parco ae-
romobili mondiale si è ampliato, interessando moltissime nazioni oltre
naturalmente gli Stati Uniti, culla dell’antincendio.
La storia
Nel 1930 il “Fire Chief” dell’United States Forest Service, Howard
Flint, utilizzò per la prima volta l’aereo contro un incendio boschivo
impiegando il più diffuso “liner” del tempo, un Ford Trimotor, noto ai
piloti come “Papera di latta”, a causa della sua ordinaria finitura in allu-
minio al naturale. L’aereo aveva due contenitori pieni di acqua attaccati
alle ali. L’utilizzo non portò ad alcun seguito poiché l’acqua evaporò
prima di toccare il suolo e poi perché l’esperimento fu stroncato dalla
Anno
California University che affermò che l’acqua sarebbe stata sparpagliata
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