Page 186 - SilvaeAnno03n08-005-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 186
“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
che erano un tempo frequenti nelle campagne della provincia di Lecce
con il loro carico di rettili di ogni tipo:
Mostrando al volgo attonito la lucertola con due code, segno di buona
fortuna, si attorcigliano la svariata collezione di serpi attorno al collo, si
fanno lambire le mani e le guance, mostrano il ‘basilisco’. Questi è un
animale che percuote molto la fantasia popolare. Ha la cresta di gallo, il
corpo di serpente, le mani e i piedi di una rana ed un piccolo corno sul-
la fronte. È nato da un uovo di gallo vecchio di cento anni ed è stato
covato con gli occhi per nove mesi. 10
(da: Michele Greco, “Superstizioni medicamenti popolari tarantolismo”,
op. cit.)
La misconosciuta presenza di questo rettile nelle campagne pugliesi
non potrebbe, a parere di chi scrive, deporre a favore di una sua autoc-
tonia nella zona, in quanto molte caratteristiche del suo areale sembre-
rebbero contrastare con una tale ipotesi. In primo luogo il ristretto terri-
torio in cui sono avvenuti tutti i ritrovamenti, che, almeno per quelli do-
cumentati in epoca recente, hanno avuto luogo in agro del comune di
Nardò, in una zona avente “un’estensione rettangolare di circa 50 x 20
km”, mal si accorda con una supposta autoctonia della specie nella zo-
11
na. È vero che il camaleonte appare una specie poco mobile (come pe-
raltro testimonia proprio la vicinanza dei luoghi in cui sono avvenuti i
vari rinvenimenti), ma a contrastare con l’ipotesi suddetta è proprio la
sua esclusiva presenza in tale areale puntiforme, ubicato a centinaia di
km di distanza dalle altre più vicine popolazioni di camaleonte.
Tale distribuzione potrebbe forse sembrare compatibile con un re-
gresso della specie, il che, nell’ipotesi di una sua presenza spontanea in
territorio pugliese, non renderebbe peraltro conto della sua relativa ab-
bondanza nella zona. 12
Una tale situazione ben si accorda, invece, con l’ipotesi che ad impor-
tare la specie siano stati gli esseri umani: in questo caso il regresso sareb-
be avvenuto a carico degli individui importati in tutte le zone salentine
con l’eccezione di quella di Nardò, in cui la presenza di discrete esten-
sioni a macchia mediterranea avrebbero fornito un habitat più confa-
Anno
cente all’animale per sopravvivere. La piccola popolazione pugliese ve-
13
III
-
n.
8
196 SILVÆ

