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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
Non sono infatti
prive di fondamento, a
parere dello scrivente,
le possibilità che siano
stati i Greci oltre due
millenni fa e non i
Basiliani ad importare
per primi l’albero. La
vallonea era infatti con-
siderata una specie sa-
cra a Zeus, divinità su-
prema presso gli antichi
Greci. Ciò è testimo-
niato peraltro dall’ora-
colo di Dodona, ubica- Moneta conservata al Museo Archeologico di Giannina e raffigurante
to in Grecia a poca di- la Quercia oracolare di Dodona; nell’immagine sono visibili le grosse
stanza in linea d’aria ghiande, che indicano chiaramente che tale quercia era una vallonea
dalla coste pugliesi, che (da: S. Dakaris, op.cit.)
aveva sede in un’arena
ubicata nei pressi di Giannina, in cui la volontà di Zeus si manifestava
attraverso lo stormire delle fronde di una quercia sacra (quasi sicura-
mente proprio una vallonea, come alcune raffigurazioni dell’epoca indi-
cano con poche possibilità di dubbio).
E quale popolo, nello stabilirsi in nuovi territori, non ha portato ap-
presso le proprie usanze, le proprie tradizioni, i propri culti? Inoltre,
non è sicuramente secondario il fatto che le ghiande della vallonea ab-
biano costituito per millenni un alimento per le popolazioni che viveva-
no nelle zone elleniche. Dell’importanza delle ghiande di Vallonea nel-
l’alimentazione delle stirpi che in epoca protostorica vissero nelle zone
interessate dalla presenza dell’albero diede una chiara indicazione
Virgilio, che nelle sue Georgiche scrisse:
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Libero e Cerere nutrice, si deve a voi se la terra sostituì la ghianda cao- n.
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nia con la turgida spiga. III
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