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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia


               che, per quanto non eccessivamente spiccata – come potrebbe ad es.
               essere quella di un mammifero o a maggior ragione di un uccello –,
               consente loro di colonizzare nuovi ambienti. Il netto limite nel confine
               delle distribuzioni di specie di rettili fortemente affini dal punto di vista
               sistematico, ecologico o etologico, rappresentato proprio dal mare
               Adriatico, permetterebbe, a parere di chi scrive, di sfrondare il campo
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               dall’ipotesi che a determinare la distribuzione di specie uguali in territo-
               ri contigui (per quanto separati da diverse decine di chilometri di mare
               Adriatico) possa essere stato il collegamento fra le terre emerse. Tale
               collegamento avrebbe infatti portato senza alcun dubbio ad un rime-
               scolamento di entità sottospecifiche, specie e generi diversi, i quali sono
               invece, come si è visto, nettamente differenziati.
                  Di più: fra due specie diverse occupanti una stessa nicchia si sareb-
               bero determinati dei rapporti di concorrenza che si sarebbero risolti
               con il vantaggio di una delle due specie e la riduzione numerica, il con-
               finamento in ambiti ben separati o la completa scomparsa dell’altra.
               Come si vede dagli esempi riportati in tabella, invece, le cose sembre-
               rebbero essere andate in maniera sostanzialmente differenziata ed indi-
               pendente sulle due sponde opposte dell’Adriatico, in cui una medesima
               nicchia è occupata da entità ben differenti, le quali non hanno probabil-
               mente avuto modo di venire a contatto le une con le altre dopo essersi
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               insediate nei rispettivi territori.
                  Malgrado tale situazione di conclamata separazione, esistono co-
               munque dei rettili che pur essendo, al pari delle specie quercine ora ri-
               cordate, originarie della Grecia, occupano territori in posizione signifi-
               cativa anche in Puglia ed in Basilicata e che risultano in maniera abba-
               stanza incontrovertibile importati dall’uomo e probabilmente, come
               dalle ipotesi al riguardo riportate, proprio ad opera degli stessi antichi
               importatori di fragno e vallonea. Tali rettili sono due sauri estremamen-
               te localizzati: il camaleonte, di cui sono stati rinvenuti molteplici esem-
               plari in una ristretta zona in provincia di Lecce, ed il geco di Kotschy, il
               cui areale italiano è limitato ad una ristretta area che comprende parte
               delle province di Brindisi, Bari, Taranto e Matera.
                  Se però la presenza delle specie arboree può essere spiegata con le atti-
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               vità legate alle civiltà umane – e pertanto, come tale, compatibile con
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