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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia


               importare nelle varie colonie greche era l’isola di Creta, in cui il camale-
               onte era presente (e lo è tuttora).
                  Le corrispondenze che sembrerebbero avallare l’ipotesi di un’impor-
               tazione del camaleonte avvenuta ad opera dei Greci esistono e sono
               notevoli, sia a livello storico che naturalistico. Per quanto sopra, sem-
               brerebbe in primo luogo da scartare l’ipotesi di un’importazione volon-
               taria avvenuta in epoca successiva a quella greca, anche perchè i primi
               ritrovamenti della specie nella zona, ancorché non documentati, risal-
               gono a molto addietro nel tempo, ad un’epoca in cui non si aveva la mi-
               nima cognizione della specie (come dimostrano fra l’altro le stesse leg-
               gende sul basilisco che, fiorite sin da epoca remota nella zona, attribui-
               scono all’animale proprietà fantastiche), né era diffusa la deprecabile
               moda di allevare animali esotici. Forse maggior consapevolezza di ciò
               che si stava probabilmente importando insieme al legnami c’era presso
               gli stessi Greci, per i quali la possibilità di importare insieme ai tronchi
               anche eventuali “clandestini” era evidentemente sempre possibile, ma,
               trattandosi di un’eventualità probabile e magari prevista, la cosa non
               doveva essere considerata di molto rilievo. Non si trovano tracce del-
               l’importazione in alcun documento, mentre resta traccia del basilisco
               nelle antiche tradizioni popolari salentine, e qualche camaleonte raffi-
               gurato come un basilisco fa capolino qua e là fra le architetture di qual-
               che palazzo leccese.
                  Né d’altra parte si potrebbe, forse, escludere a priori che il camale-
               onte possa essere stato importato volontariamente insieme al legname
               perché ritenuto un utile predatore di insetti nocivi per gli alberi in piedi
               o per il legname impilato in cataste per la stagionatura.
                  L’importazione potrebbe risalire ad un primo periodo della coloniz-
               zazione greca, in periodo in cui cioè non erano state ancora introdotte
               in Puglia le specie che, come il fragno, avrebbero garantito la continuità
               della produzione in loco di legname da impiegare nella costruzione del-
               le navi. Già, perché le caratteristiche del camaleonte ne fanno un ani-
               male idoneo ad essere trasportato insieme ai tronchi senza rendere ma-
               nifesta la propria presenza.
          Anno
                  L’importazione del Camaleonte potrebbe pertanto, a parere di chi
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               scrive, esser fatta risalire ad un periodo anteriore all’importazione del
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          n.
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