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Il problema storico delle omesse demolizioni e una demolizione “ordinaria”


               ogni giorno in modo seriale crea virtualmente una griglia di cemento
               armato immane e devastante per coste, foreste ed ogni altro scampolo
               di ambiente naturale. Se, come ricordiamo, per il caso di Punta Perotti
               sono state necessarie forze e tempi importanti, per i casi “ordinari” di
               abusivismo, qualora esista la volontà, bastano forze e tempi molto più
               limitati e modesti. Basta, appunto, la volontà. E poi gli strumenti giuri-
               dici e logistici ci sono.
                  Non ci stancheremo mai di ripetere che le demolizioni nei casi quo-
               tidiani di abusivismo sono possibili, solo a volerlo nel rispetto e nella
               puntuale applicazione delle leggi vigenti, come dimostrato da un caso
               concreto. Le demolizioni coattive delle opere edilizie totalmente abusi-
               ve, infatti, possono (e devono) essere eseguite dalla forza pubblica (se
               non già eseguita dal Comune) su delega del magistrato penale dopo la
               sentenza di condanna passata in giudicato.
                  Questo principio, da noi sostenuto da anni in ogni sede didattica ed
               editoriale, è confermato nei fatti operativi dall’azione di demolizione di
               un manufatto abusivo realizzato in area vincolata a cura del Corpo fo-
               restale dello Stato, coordinamento per le province di Forlì, Cesena e
               Rimini.
                  Il fatto (che rappresenta un evento assolutamente significativo a li-
               vello di principio giuridico) riguarda la demolizione di una casa abusiva
               su area di tutela paesaggistica e ambientale, costruita sul terreno dema-
               niale del fiume Uso. L’indagine era iniziata a cura del NIPAF con il
               Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato di Sogliano al
               Rubicone, che indagavano sulle cause di un incendio che aveva semidi-
               strutto un fabbricato e che il proprietario si era affrettato a ricostruire
               senza nessuna autorizzazione. L’indagine si era conclusa con una de-
               nuncia per un soggetto che aveva non solo ristrutturato abusivamente
               la casa danneggiata dall’incendio, ma è stato accertato che la stessa era
               stata costruita interamente senza nessuna concessione, impossessando-
               si dell’area demaniale sulla sponda sinistra del fiume Uso. L’area risulta-
               va inoltre tutelata dal vincolo paesaggistico e ambientale per la fascia di
               150 metri dalle sponde dei fiumi, dei laghi e dei corsi d’acqua.
               L’indagine del Corpo forestale dello Stato si concludeva con una lunga
          Anno
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               serie di contestazioni per l’abuso edilizio e la violazione della normativa
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