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Innovazione e trasparenza nel processo di certificazione C.I.T.E.S.


            to di una maggiore qualificazione e diversificazione del sistema produttivo
            che, per vincere la concorrenza, ha puntato sulla produzione di manufatti
            (scarpe, borse, cinture, articoli di pelletteria, abbigliamento) di qualità rea-
            lizzati con pellami pregiati soprattutto di rettile (pitone, coccodrillo, ecc.).
               Nell’anno 2005 sono stati rilasciati 51.352 certificati di (ri)esporta-
            zione (Grafico 1) e 1.381 certificati comunitari (Grafico 2), dai 27 Uffici
            CITES dislocati in tutte le regioni italiane, con un più 13,3% rispetto al
            2004, con un trend in costante aumento negli ultimi tre anni. Ciò trova
            conferma anche dai dati definitivi del 2006, trainando la ripresa del
            mercato dei prodotti manifatturieri “Made in Italy” nei settori della cal-
            zatura, pelletteria e abbigliamento.
               Il sistema delle certificazioni ha lo scopo di attestare il rispetto delle
            disposizioni previste dalla Convenzione CITES, dalla regolamentazione
            comunitaria e nazionale, operando tutti quei controlli, riscontri e verifi-
            che ritenuti necessari per comprovare l’origine legale dell’esemplare,
            nonché la regolarità dei vari passaggi intermedi fino all’utilizzatore finale.
               Il procedimento si attiva con la presentazione all’Ufficio CITES del-
            la domanda per la riesportazione di merce CITES, compilata su un ap-
            posito formulario dalla ditta esportatrice, direttamente allo sportello,
            per posta o a mezzo fax.
               La domanda deve essere corredata di tutti i documenti e dichiarazio-
            ni necessari a comprovare la legale acquisizione delle parti di animali
            (pelli, pellicce, ecc.) utilizzati per la produzione dei manufatti, consi-
            stenti in licenze di importazione, fatture di acquisto, dichiarazioni della
            ditta che ha effettuato l’importazione.
               La fase di avvio coincide con la protocollazione della domanda che
            viene poi passata all’operatore il quale, dapprima verifica la correttezza
            e completezza dei dati riportati con particolare attenzione alle licenze
            di importazione e ai permessi di esportazione emessi dai paesi di origi-
            ne e la loro corrispondenza con quelli dichiarati dalla ditta importatrice;
            se l’esame di tutta la documentazione ha dato esito favorevole, l’opera-
            tore procede all’inserimento dei dati nella procedura informatizzata per    7
            la certificazione ed alla stampa del certificato.                           n.  -
               L’esame istruttorio talvolta, richiede una sospensione del procedi-      III
            mento dovuta a incompletezza documentale o a dubbi sulla veridicità
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