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Cura di sé e protezione ambientale nel pensiero di Henry David Thoreau
litudine che per l’intera vita hanno accompagnato e caratterizzato
Thoreau, si manifestano dunque come la diretta e coerente discenden-
za dalla sua formazione culturale, sorretta dal dialogo ininterrotto con
la tradizione del pensiero filosofico occidentale, ma anche come ade-
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sione ai precetti tanto vituperati dei trascendentalisti. Thoreau conser-
va alcuni caratteri tipici del trascendentalismo americano, quali la rinun-
cia a qualsiasi forma di determinismo bioetico, la coltivazione del sé,
l’auto-educazione ed auto-formazione, con una fondamentale distin-
zione: se i libri sono senz’altro la principale risorsa di conoscenza del-
l’uomo (il terzo capitolo di Walden è dedicato alla lettura), Thoreau pre-
dilige alla cultura ed alla lettura, la via degli alfabeti naturali, il miglior
cibo per «l’alimentazione mentale». Walden non è una rinuncia alla so-
cietà, ma una critica ad essa portata da un viaggiatore lontano esplora-
tore di altri lidi. Nel villaggio è scomparso lo spazio ed il tempo per la
contemplazione, e nel suo allontanamento catartico Thoreau emerge
come un pioniere di un West interiore e non terrestre, che approfondi-
sce il concetto d’ambiente naturale, un territorio selvaggio ove abita un
futuro tutto da costruire.
Note
H.D. Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi, a cura di P. Sanavio, Rizzoli, Milano 1988, p. 152.
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2 J. Muir, The Yosemite, University of Wisconsin Press, Madison 1986; A. Leopold, A Sand
County Almanac & Sketches Here and There, Oxford University Press, New York 1949. Per una
panoramica della bibliografia thouroviana, testi in lingua originale ed altre attività in corso, ri-
mando al sito della Thoreau Society: http://www.thoreausociety.org.
3 F. Meli, H.D. Thoreau, ovvero l’escursionismo come modello di vita e genere letterario, in H.D. Thoreau,
Camminare, SE, Milano 1989, p. 66.
4 S. Iovino, Filosofie dell’ambiente. Natura, etica, società, Carocci, Roma 2004, p. 128.
H.D. Thoreau, Walden, cit., p. 206.
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6 «Il trascendentalismo era nato dall’incontro del deismo unitariano neoinglese con lo spiri-
tualismo nordeuropeo (Swedenborg, Boehme), il protosocialismo fourieriano, Goethe, Kant
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e i filosofi idealisti tedeschi, più il titanismo di Carlyle e certe intuizioni di Coleridge. Nella
versione di Emerson si articolava principalmente su questi punti: deismo in religione; organi-
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cità dell’universo […]; preminenza della ragione, cioè di immaginazione più intuito, sulla lo-
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