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Cura di sé e protezione ambientale nel pensiero di Henry David Thoreau


            condizionate dalle suggestioni che il luogo evoca, e dai concetti che
            l’autore vi proietta. Il villaggio è sinonimo di mercantilismo, luogo de-
            putato al lavoro ed al commercio non finalizzato alla sopravvivenza ma
            al lusso; la città diventa «il regno di Caino». Il bosco è il contrario del
            villaggio: è parsimonia, sopravvivenza ottenibile con il minimo sforzo e
            dispendio economico e, soprattutto, riappropriazione del tempo. Nel
            bosco il tempo è affrancato dal lavoro, messo in salvo e sottratto alla
            produzione, dedicato alla contemplazione, alla lettura, all’ascolto di
            suoni o all’osservazione degli animali: «quel tempo che noi realmente
            perfezioniamo o che è perfezionabile non è né passato né presente, né
            futuro». Egli guarda il mondo senza fuggire dalla quotidianità, ma pe-
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            netrandola attraverso una progressiva identificazione con la semplicità
            di una vita che ha come paradigma la misura e la regola della natura,
            luogo e mezzo con cui ricomporre le fratture, conservare l’integrità di
            ognuno e rapporti con gli altri uomini non inficiati da interessi. Nel bo-
            sco ogni suono udito giunge confuso, frapposto e filtrato; il rumore
            della civiltà si confonde con quello degli animali, dei contadini, dei
            braccianti, degli alberi, dando insieme la sola articolazione del suono
            della Natura.
               Con un certo grado d’inconsapevolezza, Thoreau mette in crisi il va-
            lore classico della polis e della cittadinanza. Se in autori come Platone ed
            Aristotele era possibile vivere moralmente solo nel consorzio civile,
            poiché l’uomo è un animale politico e non sì è uomini se non sì è nella
            polis, e la virtù non è realizzabile al di fuori della vita associata e della di-
            sciplina imposta dalle leggi e dall’educazione, con Thoreau riemerge,
            alla maniera della dissoluzione alessandrina e dell’atomismo ellenico dei
            regni in cui il cittadino diviene suddito, la vita del singolo. Thoreau ri-
            prende sotto nuove fogge il precetto epicureo, stoico e di molte etiche
            eudemoniche, secondo cui la felicità ed il vivere bene dell’individuo
            emergono specialmente nella dimensione soggettiva, portando in pri-
            mo piano il rapporto in cui l’uomo si pone nei confronti delle cose:
            sembra quasi che l’antico tema stoico della cura, nei testi di Thoreau      7
            decanti in una forte spinta religiosa alla ricerca di un rapporto privile-  n.  -
            giato con l’Anima Mundi.                                                    III
               La sublimazione e centralità della coscienza, la distanza sociale e so-
                                                                                        Anno

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