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Cura di sé e protezione ambientale nel pensiero di Henry David Thoreau


               ma se, invece, i fiori e gli uccelli avessero pensato di giudicarmi in base
               alla loro maniera di vivere, certamente non sarei stato trovato in difet-
               to». I concittadini di Thoreau si allargano divenendo un’entità collettiva
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               e l’umanità stessa dopo l’avvento dell’età mercantile, ma egli cerca una
               nuova prospettiva; «Thoreau è convinto di poter avere un rapporto
               d’amore con l’universo divorziando dal mondo: l’uomo “divino” è l’uo-
               mo che non subisce costrizioni sociali». Solo nel contatto con la
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               Natura si può sperimentare una parvenza d’unità tra l’io e il noi, da rivi-
               vere quotidianamente superando l’incapacità umana di conciliare spirito
               e materia. Mostrando come tutto nell’universo vivente sia connesso ed
               interdipendente, Thoreau concepisce il mondo come insieme di relazio-
               ni e componenti interagenti inseparabili in cui ogni specie è necessaria
               alla ricchezza dell’universo, ed ogni essere occupa una sua posizione in-
               sostituibile. La concezione del filosofo di Concord suggerisce che se
               ogni essere della natura equivale all’anello di una gran catena, la sua di-
               struzione non può che portare ad un turbamento dell’ordine generale,
               ma non nel senso di trasformazione biologica di una determinata specie.
               Seppur le analisi condotte nel 1845 non sono più adattabili alla descri-
               zione sia economica sia botanica odierna, il suo è un approccio sicura-
               mente multidisciplinare e complesso fatto proprio dal paradigma ecolo-
               gico, che è ancora il miglior antidoto per combattere qualsiasi forma di
               riduzionismo. In questo caso il singolo, l’individuo, come l’io narrante di
               Walden, deve sentirsi parte insostituibile del processo di tutela ambienta-
               le e centro decisionale, fautore di una scelta etica che non demanda la re-
               sponsabilità delle proprie azioni a “loro”, alla terza persona plurale, dalla
               quale e con la quale esprimiamo giudizi e sanciamo i nostri, per deman-
               darne le responsabilità o avallarne il consenso.
                  Per cercare nella Natura una sorta di sintesi tra i due opposti,
               Thoreau non commisura l’agire umano al contesto reale e comunitario,
               ma vive con la medesima semplicità ed innocenza della Natura, ed abita
               nel bosco. Attraverso l’uso delle immagini, per tutto Walden si dipana
               un contrappunto costante tra un passato in rapporto ad un presente, ed
               un qui, il bosco, in rapporto ad un là, la città. Thoreau, con un continuo
               rimando alle immagini spaziali, costruisce un bipolarismo concettuale
          Anno
          III
               che contrappone la città al bosco, trasformandoli in regioni del pensare
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