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Il ruolo dell’architettura in legno nello sviluppo del patrimonio forestale
ste (deforestazione antropica diretta) e all’inquinamento atmosferico e
superficiale del pianeta (deforestazione antropica indiretta). Ebbene, in FOCUS
nessuna di queste attività può farsi rientrare l’architettura in legno se
non in ambito illegale, in quanto l’architettura in legno accettabile è so-
lo quella che utilizza legname proveniente da foreste da taglio a gestio-
ne sostenibile, certificate o meno che siano.
Se dunque l’architettura in legno non favorisce la deforestazione, è
tale invece da favorire al contrario la forestazione del pianeta, in quan-
to per esistere ha bisogno della selvicoltura, e più questa è a gestione so-
stenibile più è remunerativa. Il concetto di gestione sostenibile delle fo-
reste da taglio ha infatti un carattere prevalentemente commerciale in
quanto la selvicoltura è motivata sostanzialmente da interessi economi-
ci pensando cioè agli alberi soprattutto in quanto fonti di legname da
vendere. La selvicoltura però non produce utili economici effettivi se
non prima di almeno una ventina d’anni dall’investimento iniziale, in al-
cuni casi non prima di quarant’anni, ed è questo che fa del selvicoltore
non solo un attento economo ma anche un utile ecologo per la colletti-
vità confinante. Per garantirsi il massimo rendimento economico a lun-
go termine il selvicoltore deve infatti produrre al meglio alberi e quindi
occuparsi al meglio dei relativi ecosistemi forestali produttivi, e ciò ha
come conseguenza benefici ambientali collettivi dovuti al fatto che le
sue foreste fino al taglio non fanno che crescere e quindi migliorare la
qualità di aria di suolo e di sottosuolo locali, primi vantaggi fra tutti la
mitigazione microclimatica, la riduzione del dilavamento superficiale a
causa di neve e acqua meteorica frenata dalle chiome, il consolidamen-
to del suolo con le radici, la maggiore ricchezza floro-faunistica locale.
Se ad esempio una specie arborea da taglio ha bisogno di almeno venti
anni di crescita per poter essere tagliata in dimensioni tali da avere un
accettabile valore commerciale, è necessario che al ventesimo anno di
vita si deforesti la piantagione di non oltre un ventesimo e si riforesti
con un numero di alberi giovani pari almeno a quelli abbattuti. Con
questo criterio, raggiunta la prima maturità da taglio degli alberi iniziali, 4
la foresta o si espande in aree aggiunte alla proprietà iniziale o rimane n.
almeno costante nella sua superficie totale producendo quantità di le- - II
gname superiore o comunque costante anno per anno, salvo ovviamen-
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