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Una cipresseta singolare alle pendici occidentali del Matese campano
notano pochi rifiuti urbani
sparsi.
Sulla scorta delle conside-
razioni esposte scaturite da
frequenti osservazioni in loco
in vari periodi dell’anno, si
può affermare che il cipresso
ha trovato, nell’area oggetto
di studio, le migliori condizio-
ni di vegetazione e, quindi, di
riproduzione e diffusione,
tanto da colonizzare con
notevole facilità le acclivi
pendici del contrafforte occi-
dentale del massiccio calcareo
contribuendo ad migliore sta-
bilità dei suoli, benché abba-
stanza ripidi.
L’intera zona costituisce Foto n. 5 - Galbule di giovane cipresso
una area naturale di interesse
notevole anche sotto il profilo faunistico. Oltre alla presenza di tordi,
colombacci, ghiandaie, corvi, sono frequenti anche rapaci notturni,
quali civette, gufi, barbagianni, assioli e rapaci diurni: poiane, nibbi, fal-
chi (falco pellegrino e falchetto). Tra la mammofauna sono presenti
pipistrelli, tassi, volpi, cinghiali, donnole, faine, ricci ecc.
Nel torrente Sava si possono trovare trote, più raramente gamberi e
granchi d’acqua dolce, per l’elevata salubrità del corso d’acqua, tributa-
rio in sinistra del fiume Volturno.
È interessante rilevare che dalla cipresseta, un tempo, venivano pre-
levati, su soggetti difformi, rami secondari da cui venivano ricavati, con
abilità manuale, piccoli utensili da lavoro nei campi. Si ricorda pure che
il legno di cipresso per millenni veniva utilizzato per la costruzione di
imbarcazioni in tutto il bacino mediterraneo in particolare quello .3
medio-orientale. Un altro impiego del legno era quello per mobili di oI-n
valore, travature dei soffitti e la realizzazione di bare, in quanto la strut- n
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