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La storia etimologica dell’abete e della betulla


               L’albero di Natale è l’abete rosso con il suo tipico portamento “a
            drappeggio”. Sembra che esso fosse dedicato in Grecia alla dea della
            caccia Artemide. Può fare meraviglia trovare traccia nella mitologia
            greca dell’abete rosso reperibile ivi solo in alta montagna, ma può darsi
            che l’albero abbia seguito il peregrinare della dea che era venerata nelle
            regioni nordiche come dea della vita silvestre e della luna e che sovrin-
            tende ai parti, mentre l’abete rosso era considerato l’albero della nasci-
            ta. A lui era riservato nei calendari nordici il primo giorno dell’anno,
            che allora era quello del solstizio di inverno, della rinascita del Sole
            invitto, che poi fu scelto dai cristiani come quello della nascita di Gesù.
            Ciò può spiegare, forse, il suo destino di albero di Natale. È un fatto
            comunque che nel Medioevo presso i popoli nordici veniva tagliato un
            abete rosso all’avvicinarsi di Natale e veniva decorato con fiori e dol-
            ciumi. Tale usanza solo nei secoli XVIII e XIX venne importata pres-
            so altri Paesi europei e mentre in Francia fu introdotta, sembra, da
            Elena di Meklemburgo moglie di un Orleans alle Tuileries, in Italia si è
            diffusa pienamente con le truppe americane alla fine della seconda
            guerra mondiale.


            Betulla
               Dal latino, betula voce di origine gallica, come attesta Plinio, che
            trova riscontro negli idiomi neo-celtici che hanno beith, beth, betho (da
            beith deriva il latino bitumen = catrame di betulla).
               È una pianta resinosa con la scorza candida e adatta per la sua sot-
            tigliezza a forme vaghe, che i Romani portarono dalle Gallie e serviva
            per farne i fasci che i littori portavano davanti ai magistrati.
               Il fusto è normalmente diritto e cilindrico, la corteccia è sottile, bian-
            co-argentea con strisce orizzontali più scure, le foglie sono piccole
            mentre la chioma appare molto leggera e il suo colore, che è verde chia-
            ro, durante il periodo vegetativo diviene di un bellissimo e caratteristi-
            co giallo dorato prima della caduta autunnale. Come esigenze è una
            tipica figlia del nord; con la sua chioma leggera ed elegante (i tedeschi
            la chiamano “la signorina del bosco”) è elemento caratteristico del pae-     .3
            saggio delle regioni boreali, dalla Svezia alla Finlandia, alla Russia e fino  oI-n
            alla Siberia dove si trova spontanea in vaste formazioni boschive anche      n
                                                                                         n
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