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La storia etimologica dell’abete e della betulla


               Da sempre la corteccia, che si stacca facilmente, è stata usata per
            fabbricare la carta. Gli abitanti di varie regioni nordiche se ne nutriva-
            no in primavera, allorché è tenera e zuccherina; quando si faceva più
            consistente ma ancora flessibile, ne ricavavano sandali intrecciati o
            piroghe; infine la corteccia vecchia e spessa serviva a coprire le capan-
            ne. Serviva da rimedio contro vari malanni: la corteccia per le malattie
            della pelle e per stimolare la digestione, le gemme per attivare la secre-
            zione biliare, le foglie giovani per prevenire la gotta, la linfa raccolta a
            primavera per eliminare l’acido urico. In comune a tutti questi usi c’è
            una funzione purificatrice e forse è per ciò che a Roma i fasci che cir-
            condavano l’ascia dei littori erano composti da verghe di betulla (i fasci
            rappresentano le punizioni che potevano infliggere i consoli e i preto-
            ri: decapitazione con l’ascia e fustigazione con le verghe).




































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