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Una cipresseta singolare alle pendici occidentali del Matese campano


            di una superficie di cinquanta ettari circa; a detta zona fa da cornice una
            formazione mista di latifoglie e conifere con il 50% di presenza di
            cipresso che, in tempi più o meno brevi, tenderà a sostituire le residua-
            li latifoglie già citate in precedenza.
               Il suolo della cipresseta, originatosi su matrice calcarea, è nel com-
            plesso ascrivibile al tipo terra rossa, ove il cipresso è presente con mag-
            giore densità, mentre, ove la vegetazione boschiva è meno densa, il ter-
            reno risulta biancastro, per la carenza di sostanze umifere e per lo scar-
            so spessore del suolo, dovuto sia al dilavamento che all’affioramento
            della sottostante matrice rocciosa più o meno incoerente; quest’ultima
            spesso intensamente fratturata e interessata a fenomeni carsici, tale
            fenomeno è molto diffuso nell’intero massiccio del Matese (foto n. 3).
               Dalle osservazioni sulla
            vegetazione spontanea in situ
            e nelle immediate zone limi-
            trofe, è facile ritenere che ci si
            trovi lungo una fascia di tran-
            sizione tra il limite superiore
            della zona del Lauretum fred-
            do e la sottozona calda del
            Castanetum caldo, in base alla
            classificazione delle zone fito-
            climatiche, in rapporto alla
            vegetazione forestale italiana
            redatta da Alessandro De
            Philippis.
               Attualmente la cipresseta
            insiste su una superficie totale
            di 70 ettari circa: nella parte
            centrale sono riscontrabili      Foto n. 3 - Penetrazioni delle radici nella roccia fessurata
            circa quattromila unità della
            specie per ettaro, con elementi di diversa età (foto n. 4). Sull’intera area
            considerata, la rinnovazione è esclusivamente naturale per via gamica,       .3
            in particolare ove la luce è più diffusa ed il suolo utile è più profondo.   oI-n
               In alcune zone, in particolare lungo i sentieri, è stato possibile        n
                                                                                         n
                                                                                         A
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