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Una cipresseta singolare alle pendici occidentali del Matese campano
ri, appartengono a proprietari privati, mentre la fascia superiore e val-
liva, lungo il Sava appartiene al demanio comunale.
Al fine di accertarne le origini, diverse ricerche sono state effettuate
sia in ambiti circostanti sia presso gli archivi di Comuni, Chiese, Corpo
Forestale dello Stato, Enti pubblici vari, ma con esito poco lusinghiero.
Da informazioni assunte, in loco e nel circondario matesino, a memo-
ria d’uomo, non risulta effettuato alcun rimboschimento artificiale di
tal genere.
Anche se sul posto sono riscontrabili riferimenti storici su tale for-
mazione, non si può sufficientemente ritenere che la cipresseta in que-
stione sia di origine spontanea, in quanto la diffusione rappresenta una
manifestazione in contrasto con la ridotta e circoscritta superficie da
essa attualmente occupata.
Le più antiche notizie documentate che dimostrano la presenza della
Selva dei Cipressi è il rilievo del 1506 (Rif. Usi Civici Fontegreca - Arch.
Stor. Com.), in cui viene precisato che la cipresseta non ha qualità di
“difesa” terreno recintato gravato da usi civici. G.V. Ciarlante arciprete
della Cattedrale di Isernia, nell’opera Memoria historica del Sannio risulta
il primo a segnalare con sufficiente attendibilità la presenza della coni-
fera in questione (1664): «nella terra di Fossaceca è una bella selva solo
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di alti, e folti cipressi… alberi sì grossi grandi da’ quali non poca utili-
tà, e comodità si cava, poiché vi ritagliano legni fuor di modo lunghi,
larghi e odoriferi».
Sull’origine della cipresseta non sussistono certezze; tuttavia è pos-
sibile avanzare ipotesi, tra le quali la più “antica” potrebbe essere quel-
la di alberi sacri piantati in prossimità di fondi in epoca preromana o
romana. Si evidenzia che la zona matesina era parte integrale del Sannio
- Pentro - Sec. VII-I a.C.
Fattore determinante per l’insediamento e la diffusione della cipres-
seta di Fontegreca è il favorevole ambiente ecologico ed al rispetto
delle popolazioni locali che da sempre hanno riservato a tali piante.
La fitocenosi più significativa del tipo Querceto-ostrieto, per quanto
concerne la vegetazione arborea, oltre alle tre specie arboree più presen- .3
ti, cipresso (Cupressus sempervirens L.), carpino bianco (Ostrya carpinifolia oI-n
Scop) e roverella (Quercus pubescens Willd), sono da annoverare altre di non n
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