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Rifiuti ed energia da fonte rinnovabile: le attività illecite “blasonate”


               GR02 - non contemplato nelle convenzioni, che avrebbe avuto la
               funzione di consentire l’immissione in due punti (A e C) dell’e-
               nergia elettrica prodotta dal solo primo generatore e non dal
               secondo - immetteva fraudolentemente in rete, tramite il punto
               denominato C, l’energia prodotta anche dal secondo generatore,
               inducendo così in errore personale di GSE, procurando a RSE un
               ingiusto profitto con pari danno per l’ente, rappresentato dal
               fatto che il predetto ente pagava tutta l’energia fornitagli da RSE
               alle tariffe più vantaggiose previste dal provvedimento CIP
               6/92, mentre tali tariffe avrebbero dovuto essere riconosciute
               per l’energia prodotta per mezzo del solo generatore GR01 e,
               comunque, nei limiti previsti dalle due convenzioni (7MW).
               L’ingiusto profitto, corrispondente al valore delle somme perce-
               pite indebitamente per la produzione di energia “pulita“ bru-
               ciando rifiuti non conformi e le somme non spettanti per l’ener-
               gia prodotta dal secondo generatore, è stato stimato complessi-
               vamente pari a circa € 31.800.000,00.
               Oltre un anno e mezzo di indagini, condotte principalmente dal
               Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Coman-
               do provinciale di Pavia, in stretta collaborazione con i reparti
               della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato di Mila-
               no e Roma, con il supporto, di ben oltre 200 forestali in servizio
               presso altre regioni, nelle fasi più complesse e delicate, che su
               disposizione della Procura della Repubblica di Pavia - diretta e
               coordinata dal procuratore capo dr. Gustavo Adolfo Cioppa -
               nella persona dei sostituti dr. Roberto Valli e dr. Paolo Mazza,
               prima che la competenza fosse attribuita alla Procura Distrettua-
                                                                                 4
               le di Milano ai sensi dell’articolo 11 della Legge n. 136/2010 ,
               hanno portato, nel novembre 2010, al sequestro dell’impianto
               RSE e di più di 40 automezzi, all’arresto di 7 persone ed alla ese-
               cuzione di 60 perquisizioni su tutto il territorio nazionale.
               Per questi fatti che si riferiscono al delitto previsto e punito dal-
               l’art. 260 del T.U. 52/2006, nonché, ai reati di cui agli articoli 483,
               640 e 356 del codice penale, le indagini sono terminate nei primi
               mesi del 2011. Alcuni tra gli indagati hanno aderito all’istituto


               4 Legge 13.08.2010, pubblicata sulla G.U. del 23.08.2010, il cui art. 11 ha modificato l’art. 51
                 c.p.p. attribuendo alla c.d. Procura distrettuale e di conseguenza al giudice distrettuale di cui
                 all’art. 328 1° comma-bis, c.p.p. la competenza in relazione al reato di cui all’art. 260 T.U.delle
                 leggi ambientali.

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