Page 95 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Le dune costiere per l’equilibrio ambientale dei litorali sabbiosi
no globale ha avuto tassi di risalita di 1.7÷1.8 mm/anno che nel
corso dell’ultima decade hanno mostrato incremento del rateo di
risalita pari a 3 mm/anno. I fenomeni di risalita del livello del
mare derivano dalla complessa interazione tra fattori fisici (natu-
rali o antropici) quali erosione costiera, subsidenza e fattori loca-
li, e i meccanismi indotti dal riscaldamento globale (dilatazione
termica, incremento della forza e frequenza delle tempeste, scio-
glimento dei ghiacciai).
In ambito Mediterraneo, specie per la difficoltà di valutazione
della componente legata al riscaldamento globale, il fenomeno
risulta ancor più complesso.
L’effetto barriera svolto dalle dune costiere non può essere tutta-
via trascurato nella pianificazione territoriale di quegli archi
costieri soggetti ad erosione, subsidenti e caratterizzati da anda-
menti topografici prossimi o al di sotto del livello del mare.
Funzione idrogeologica
Lo stesso rilievo morfologico prodotto dalla struttura dunale,
oltre a contrastare l’inondazione dei territori costieri, limita i
meccanismi di intrusione salina, fenomeno dalle profonde con-
seguenze ambientali ed economiche. L’intrusione salina è un
processo naturale con il quale, all’interno degli acquiferi costieri
(prevalentemente quelli relativi a mezzi porosi), le acque sotter-
ranee, salate verso mare dolci verso l’entroterra, per effetto della
differenza di densità, tendono a permanere distinte, separate da
una zona di transizione e miscelazione, definita schematicamen-
te come interfaccia acqua dolce-acqua salata: l’acqua marina più
densa soggiace a quella dolce stratificata su di essa. Il fenomeno
è descritto dalla relazione di Ghyben-Herzberg, che definisce i
rapporti tra l’altezza della falda d’acqua dolce rispetto al livello
del mare e la profondità dell’interfaccia dallo stesso. Proprio in
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relazione alla differenza di densità (circa 1028 kg/m per l’acqua
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di mare e circa 1000 kg/m per l’acqua dolce), l’interfaccia si
posiziona generalmente ad una profondità circa 40 volte lo spes-
sore, sul livello del mare, della falda d’acqua dolce. Più l’ali-
mentazione è attiva, e maggiore è la capacità dell’acquifero, più
l’interfaccia è profonda e spostata verso mare. Quando vengono
alterate le condizioni di equilibrio naturale (sovrasfruttamento
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