Page 217 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
P. 217

Il fuoco e l’uomo: una lettura socio-antropologica


                  e sicura, ma non ha mancato di cagionare vincoli inediti e nuove
                  incertezze. La presenza del fuoco in un gruppo umano è fonte di
                  complessificazione sociale.
                  Quantità e qualità dei pericoli che minacciano la salute del-
                  l’ambiente e della vita umana aumentano in relazione diretta
                  con il progresso culturale e tecnologico delle varie comunità.
                  Del resto, come ammonisce Niklas Luhmann, dove c’è con-
                                                      2
                  trollo cresce comunque il rischio . L’arte del fuoco innalza la
                  capacità di distruzione e la vulnerabilità delle formazioni
                  umane.
                  Sin dall’epoca preistorica, l’uomo si è servito del fuoco per
                  sottrarre al bosco nuove aree da destinare alla caccia, alla
                  pastorizia e all’agricoltura (applicazione largamente attuata
                  e documentata anche in epoche successive): il fuoco è uno
                  strumento tradizionale di gestione antropocentrica degli eco-
                  sistemi. Da dispositivo di ordine agronomico ad agente di
                  adulterazione spaziale, la lezione del fuoco suscita una rivo-
                  luzione ecologica e socio-culturale decisiva per la storia del-
                  l’umanità.
                  Elemento fisico per eccellenza, il fuoco assume - sin dalla sua
                  manifestazione all’uomo - i caratteri immateriali e simbolici
                  dell’esoterico. L’oscuro Eraclito di Efeso indica nel fuoco l’ar-
                  ché di tutte le cose. Per il filosofo prescolastico, esso incarna l’i-
                  dea del mutamento continuo (pantha rei): il fuoco è vita che
                  vive della morte del combustibile, è continua trasformazione
                  in cenere, in fumo e vapori, è perenne bisogno e sazietà. “Sul
                  piano socio-psichico, il fuoco segna anche un’immensa rottura
                  in quanto delimita un nuovo spazio riservato agli umani attor-
                  no al focolare, modificando la struttura del gruppo, imponen-
                  do nuovi vincoli per l’alimentazione e la conservazione, collo-
                  cando il suo inventore di fronte ad un insieme di problemi
                  nuovi e di possibilità fino ad allora ignote, estendendo il
                  campo delle esperienze vissute e obbligandolo, di conseguen-
                  za, a percorrere una nuova tappa del suo sviluppo psichico. È
                  in questo senso che si deve considerare il fuoco non soltanto
                  come la prima tecnica che abbia fornito all’uomo una energia


                  2 Cfr. Lumhann N., Sociologia del rischio, Mondadori, 1996.


                  220 - SILVÆ - Anno VI n. 14
   212   213   214   215   216   217   218   219   220   221   222