Page 218 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Il fuoco e l’uomo: una lettura socio-antropologica
sussidiaria, ma più ancora come un autentico fattore di omi-
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nizzazione e di socializzazione” .
Johan Goudsblom osserva che “la capacità di maneggiare il
fuoco è una competenza umana universale che si riscontra in
tutte le società conosciute. Più del linguaggio e dell’uso di stru-
menti essa è esclusivamente umana: forme rudimentali di lin-
guaggio e di impiego di utensili si ritrovano tra i primati non
umani, ma solo gli umani hanno imparato, come parte della loro
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cultura, a maneggiare il fuoco” . La disciplina del fuoco ha
influenzato i rapporti (inter) tra gli esseri umani e l’ambiente cir-
costante, condizionando altresì le relazioni (intra) all’interno di
ciascun clan: le conseguenze si estendono inevitabilmente al
modo in cui gli individui imparano a percepire il mondo e a
modificare il proprio comportamento.
La profonda e radicata socialità del fuoco subisce sensibili
metamorfosi nel corso della storia. Disporre del fuoco in
maniera esclusiva ed escludente è una prerogativa influente
sui rapporti endogeni della comunione tribale: coloro che
signoreggiano l’insidiosa natura del fuoco riescono a mante-
nere saldamente la leadership all’interno del gruppo. John
Desmond Bernal ricorda che “l’uomo non ha inventato il
fuoco, ma lo ha catturato.
L’idea di domare il fuoco, di essere capaci di mantenere in vita
una piccola fiammella, è molto, molto profondamente radica-
ta in noi. Il domatore del fuoco, il custode del fuoco, era la per-
sona più importante del gruppo. Se si spegneva il fuoco, il
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gruppo si trovava molto svantaggiato” . La conoscenza del
fuoco permette di sviluppare uno strategico vantaggio sociale.
Una competenza che si traduce nell’accrescimento della coe-
sione e della gerarchia del gruppo. Le comunità detentrici di
questo know-how riescono ad imporsi sui gruppi che ne sono
esclusi. “Nelle società stratificate l’ineguale distribuzione di
potere si è sempre chiaramente riflessa nella ineguale possibi-
lità di accesso all’uso del fuoco, e nella ineguale esposizione
dei vari gruppi sociali ai rischi di conflagrazioni. Alcuni grup-
3 Debeir J.C., Deléage J.P. e Heméry D., Storia dell’energia. Dal fuoco al nucleare, Edizioni del Sole
24 Ore, 1987 (pag. 39).
4 Goudsblom J., Storia del Fuoco, Donzelli Editore, 2008 (pag. VII).
5 Bernal J.D., Storia della fisica, Editori Riuniti, 1983 (pag. 39).
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