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Il fuoco e l’uomo: una lettura socio-antropologica


            all’interno di esse influenzano chiaramente l’uso del fuoco e l’e-
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            sposizione ai rischi che esso comporta per la popolazione” .
            Taluni soggetti trascorrono gran parte della propria vita a racco-
            gliere legna da ardere; altri fruiscono i vantaggi del fuoco senza
            patire alcun sacrificio. Tutti, però, indistintamente, ricorrono al
            fuoco e, più che mai, necessitano della sua energia.
            Paradossalmente, la frequentazione del focolare domestico sta
            diventando un fatto sempre più occasionale, e, per certi versi,
            alquanto elitario. L’uso del fuoco sta uscendo dalle consuetudini
            familiari delle istituzioni postmoderne portando alla luce una
            contraddittoria tendenza: elevazione dell’abilità sociale di con-
            trollo sul fuoco da una parte (aspetto tecnocentrico), declino del
            suo esercizio emotivo e parentale dall’altra parte (aspetto sim-
            bolico). Anche nelle sistemazioni teoriche e generali delle scien-
                                                                        10
            ze sociali il concetto de quo è ormai largamente trascurato . L’ar-
            gomento viene a stento citato nei manuali di pedagogia, psicolo-
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            gia e sociologia .
            Ma il regime del fuoco può veramente considerarsi una partita
            chiusa? “Sembra strano, ma nell’era dell’incredibile memoria
            artificiale, stiamo perdendo la memoria del nostro stile di vita
            passato, quando il fuoco era un elemento radicato nella storia
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            dell’uomo” , chiosa Vittorio Leone. L’impiego del fuoco in agri-
            coltura, in silvicoltura, nella caccia, nell’allevamento del bestia-
            me è ampiamente documentato e testimoniato da consuetudini
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            rituali presenti in tutto il continente europeo . La distruzione,
            operata attraverso la pratica del c.d. taglia e brucia, è intrapresa
            corrivamente allo scopo di incrementare la base produttiva del-
            l’iniziativa agricola.
            Sotto altra angolazione, la destinazione incendiaria del fuoco è
            stata (e rimane) una funzione ricorrente in momenti di disordine
            sociale e politico.

            9 Goudsblom J., Storia del Fuoco, Donzelli Editore, 2008 (pag. 204).
            10 La International Encyclopedia of the Social Sciences (Macmillan Company & Free Press, 1968) non
               prevede la parola fuoco.
            11 Ad eccezione dei contributi storici della letteratura antropologica, i manuali di sociologia, psi-
               cologia, pedagogia ignorano la trattazione del fenomeno. Per contro, è da segnalare l’affer-
               mazione di un corpo di studi empirici (matematici, fisici, ingegneristici) animati dall’intento
               di promuovere la prevenzione del rischio.
            12  Leone V. e Lovreglio R., Human fire causes: a challenge for modeling, in Innovative Concepts and
               Methods in Fire Danger Estimation (4th international workshop on remote sensing and GIS
               applications to forest fire management), Ghent University, 2003.
            13 Si pensi alla ancestrale pratica del falò.
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