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Il fuoco e l’uomo: una lettura socio-antropologica


                  pi correvano, o corrono, un rischio maggiore di morte a causa
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                  del fuoco” .
                  L’organizzazione del fuoco? In buona sostanza, un discorso di
                  differenziazione (stratificazione) e regolazione sociale.
                  I giovani di ogni epoca apprendono  ex novo conoscenze e
                  metodi per adattarsi alla presenza fuoco; negoziano i propri
                  interessi con quelli altrui; educano se stessi alle convenzioni e
                  alle costrizioni sociali imposte da una rivelazione così natura-
                  le. Rimarcando quanto la narrazione del fuoco coinvolga l’au-
                  torità sociale, Gaston Bachelard sostiene che il bambino è ini-
                  ziato non meramente al fuoco (come componente naturale)
                  ma al fuoco sociale (come costruzione contingente), ovvero
                  un fuoco connotato da significati e simboli già contestualizza-
                  ti. La stessa angoscia suscitata dalla vista fuoco, che appare
                  spontanea e naturale nel bambino, è anticipata da esperienze
                  sociali, da raccomandazioni ed esortazioni severe alla pru-
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                  denza . Il fuoco è una realtà, prima di tutto, sociale: “L’espe-
                  rienza naturale viene solo in un secondo tempo per formare
                  una prova materiale inopinata, dunque troppo oscura, per
                  fondare una conoscenza oggettiva. La bruciatura, cioè l’inibi-
                  zione naturale, confermando i divieti sociali non fa che attri-
                  buire agli occhi del bambino, maggior rilevo alla intelligenza
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                  paterna” .
                  In una prospettiva evoluzionistica, è stato ipotizzato che alcu-
                  ne specie viventi, pretermesse dall’uso del fuoco, abbiano arre-
                  stato ogni ulteriore sviluppo socio-culturale, mentre, in altri
                  casi (i.e. nel caso dell’uomo), la prossimità al fuoco avrebbe
                  accelerato il singolare svolgimento delle competenze di lin-
                  guaggio e di pensiero. A livello di specie, poi, gli individui con
                  qualificate abilità pirologiche avrebbero avuto maggiori chance
                  di sopravvivenza e riproduzione di quanti, sotto questo profi-
                  lo, fossero peggio dotati.
                  All’attualità, il pianeta terra è popolato da oltre sei miliardi di
                  individui che, per finalità e con modalità eterogenee, si avvan-
                  taggiano della risorsa in conferenza. Assevera ancora Goud-
                  sblom che “le differenze di ricchezza e potere tra le società e

                  6 Goudsblom J., Storia del Fuoco, Donzelli Editore, 2008 (pag. 203).
                  7  Cfr. Bachelard G., La psicoanalisi del fuoco, Dedalo, 1987.
                  8 Bachelard G., La psicoanalisi del fuoco, Dedalo, 1987. (pag. 134).

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