Page 180 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Le “lame” della terra di Bari e la difesa del suolo
aspetti paesaggistico–ambientali che quelli di natura idraulica,
peraltro tutti intimamente connessi alla normativa urbanistico
edilizia per i motivi che più avanti vedremo.
Lasciando da parte per un attimo quegli paesaggistico–ambien-
tali, porterei l’attenzione di chi legge su quelli che sono gli aspet-
ti di natura idraulica senza dei quali non è facile comprendere i
primi.
Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, si può senz’altro
menzionare che sin dal 1902, con R.D. del 15.05.1902, fu appro-
vato l’elenco delle acque pubbliche della Provincia di Bari.
Tale dispositivo rifacendosi alla considerazione che “la perennità
del corso d’acqua non è un carattere essenziale per costituire un’acqua
pubblica, potendo tutti i torrenti presentare dei periodi di siccità e tut-
tavia essere di tale importanza da doversi classificare fra le acque pub-
bliche……” si preoccupò di imporre una classificazione delle
acque pubbliche, fino ad allora mancante, in quanto la prece-
dente ex Legge 30.03.1893, dettava solo norme per la manuten-
zione dei corsi d’acqua.
In quel primo elenco non tutte le lame dell’area metropolitana di
Bari furono menzionate [veniva citata per esempio la “lama castello”
del comune di Giovinazzo (BA) ma non le altre]. Con l’emanazione,
tuttavia, dell’“Elenco suppletivo delle acque pubbliche della Pro-
vincia di Bari” (Continuazione dell’elenco approvato con Regio decreto
15.05.1902) di cui al R.D. n°1264 del 21.03.1929, successivamente
modificato nella parte concernente i percorsi da considerarsi pub-
blici con R.D. 12.11.1936, la classificazione si estese a tutte.
In questi ultimi elenchi, per esempio, furono compresi il torren-
te Montrone, il Picone, il Valenzano e la Lama Lamasinata, che
sono le incisioni morfologiche oggi maggiormente visibili.
Alcuni di questi poi furono altresì compresi nell’elenco dei corsi
d’acqua da sistemare approvato con D.M. 05.07.1938 n°2593 a
seguito degli eccezionali eventi alluvionali degli anni 1905, 1915,
1916 e 1926 che devastarono letteralmente non solo la città di
Bari ma anche quelle vicine.
Su alcuni di essi furono effettivamente realizzate opere di difesa
del suolo e sistemazioni idrauliche (il canale deviatore del tor-
rente Picone, l’arginatura delle Lama Balice, Lamasinata e Valen-
zano ecc.).
SILVÆ - Anno VI n. 14 - 183

