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Le “lame” della terra di Bari e la difesa del suolo


            aspetti paesaggistico–ambientali che quelli di natura idraulica,
            peraltro tutti intimamente connessi alla normativa urbanistico
            edilizia per i motivi che più avanti vedremo.
            Lasciando da parte per un attimo quegli paesaggistico–ambien-
            tali, porterei l’attenzione di chi legge su quelli che sono gli aspet-
            ti di natura idraulica senza dei quali non è facile comprendere i
            primi.
            Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, si può senz’altro
            menzionare che sin dal 1902, con R.D. del 15.05.1902, fu appro-
            vato l’elenco delle acque pubbliche della Provincia di Bari.
            Tale dispositivo rifacendosi alla considerazione che “la perennità
            del corso d’acqua non è un carattere essenziale per costituire un’acqua
            pubblica, potendo tutti i torrenti presentare dei periodi di siccità e tut-
            tavia essere di tale importanza da doversi classificare fra le acque pub-
            bliche……”  si preoccupò di imporre una classificazione delle
            acque pubbliche, fino ad allora mancante, in quanto la prece-
            dente ex Legge 30.03.1893, dettava solo norme per la manuten-
            zione dei corsi d’acqua.
            In quel primo elenco non tutte le lame dell’area metropolitana di
            Bari furono menzionate [veniva citata per esempio la “lama castello”
            del comune di Giovinazzo (BA) ma non le altre]. Con l’emanazione,
            tuttavia, dell’“Elenco suppletivo delle acque pubbliche della Pro-
            vincia di Bari” (Continuazione dell’elenco approvato con Regio decreto
            15.05.1902) di cui al R.D. n°1264 del 21.03.1929, successivamente
            modificato nella parte concernente i percorsi da considerarsi pub-
            blici con R.D. 12.11.1936, la classificazione si estese a tutte.
            In questi ultimi elenchi, per esempio, furono compresi il torren-
            te Montrone, il Picone, il Valenzano e la Lama Lamasinata, che
            sono le incisioni morfologiche oggi maggiormente visibili.
            Alcuni di questi poi furono altresì compresi nell’elenco dei corsi
            d’acqua da sistemare approvato con D.M. 05.07.1938 n°2593 a
            seguito degli eccezionali eventi alluvionali degli anni 1905, 1915,
            1916 e 1926 che devastarono letteralmente non solo la città di
            Bari ma anche quelle vicine.
            Su alcuni di essi furono effettivamente realizzate opere di difesa
            del suolo e sistemazioni idrauliche (il canale deviatore del tor-
            rente Picone, l’arginatura delle Lama Balice, Lamasinata e Valen-
            zano ecc.).


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