Page 172 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La difficile lezione di Sarno
cause che portano ai fenomeni franosi ed alluvionali che stia-
mo trattando.
Anche se la previsione del luogo esatto e del momento esatto
dell’evento, forse l’operazione più complessa, non è al momento
ipotizzabile, è invece ampiamente alla portata delle nostre attua-
li capacità tecnologiche riconoscere le aree predisposte (le famo-
se “zone a rischio”) ed approntare un qualche sistema di sorve-
glianza ed allarme rapido per la popolazione.
Fenomeni franosi come quello di Sarno, sebbene abbastanza par-
ticolari rispetto al vasto panorama nazionale dei dissesti, erano
comunque ben noti agli studiosi di geologia delle Università
campane, almeno da una ventina di anni.
In passato si erano già avuti numerosi casi, piccoli e grandi, di
identiche frane, con distruzioni di fattorie e casolari isolati ed
alcuni morti, sulle stesse catene montuose che circondano la
piana dell’agro nocerino; ed erano stati studiati approfondita-
mente. C’è poi l’esempio maggiore: quello del nubifragio di
Salerno del 1954, di cui si è ampiamente parlato precedente-
mente.
Anche nel campo degli interventi di protezione o di messa in
sicurezza, oggi la scienza e la tecnologia ci forniscono i mezzi per
poter intervenire e porre rimedio a (quasi) tutti i rischi connessi
al dissesto idrogeologico.
Se è vero quanto detto, sorge spontanea la domanda: allora come
è potuto succedere (di nuovo) un così vasto disastro? Quell’e-
sperienza pregressa non è dunque valsa a nulla?
Il motivo principale del ripetersi delle stesse calamità è, a parere
dello scrivente, che le cause che portano un fenomeno naturale a
diventare un disastro non sono di tipo tecnico o scientifico, ma
possono essere determinate essenzialmente da due fattori: la
qualità della cultura del territorio (scarsa) e la disponibilità di
soldi (anch’essi scarsi).
È dimostrato che il sapere basato sulla scala temporale della vita
umana, sul contingente (che è poi il metro maggiormente usato
dagli Amministratori), non è in grado di comprendere (tantome-
no di prevedere e/o prevenire) i fenomeni naturali di tipo geo-
logico come terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni, ecc.
Esistono, è intuitivo, problemi di incompatibilità tra ordini di
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