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Degradazione del suolo e gestione sostenibile


                  Lo studio di Fantappiè et al. (2010) indica un contenuto di C
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                  medio nei suoli italiani di 73 Mg hm nei terreni arabili, 95 nei
                  prati e 116 nelle foreste, paragonabile ai valori riportati da altri
                  per i suoli dell’area mediterranea (Zdruli ed altri 1999). Dalla
                  figura 1 è evidente come il tipo di utilizzazione delle terre sia
                  di gran lunga il fattore più importante nel determinare il con-
                  tenuto di C organico: la diminuzione dell’intensità di uso del
                  suolo che si ha nel passaggio da seminativi a prato permanen-
                  te si riflette in un aumento dei tenori di C organico di quasi due
                  volte, o addirittura tre volte nelle foreste. L’andamento tempo-
                  rale non ha seguito una tendenza lineare, infatti nelle tre deca-
                  di 1979-1988, 1989-1998 e 1999-2008 si può notare una tenden-
                  za generale di diminuzione importante nella seconda decade,
                  seguita da un leggero aumento nella terza decade (figura 1).
                  Fantappiè et al. (2010) hanno rapportato tale andamento prin-
                  cipalmente ai cambiamenti di uso e gestione del suolo che
                  hanno interessato il territorio italiano, tra cui l’intensità di
                  gestione agricola e forestale, la specializzazione colturale, la
                  diffusione dell’irrigazione e l’introduzione di pratiche relative
                  all’agricoltura di conservazione, in conseguenza dell’applica-
                  zione delle politiche europee. Inoltre, gli autori non escludono
                  una possibile influenza dei cambiamenti climatici avvenuti in
                  Italia a partire dagli anni ‘80 (Diodato e Mariani 2007) che
                  hanno aumentato le temperature medie ed hanno aumentato il
                  regime torrenziale delle piogge. Tali fattori, infatti, possono
                  aver avuto un effetto sia diretto che indiretto, attraverso ad
                  esempio l’aumento dell’erosione del suolo, e aver contribuito
                  alla riduzione del SOC.
                  Diversi studi sull’impatto del cambiamento d’uso del suolo sul
                  contenuto di C organico hanno evidenziato un generale aumen-
                  to dello stock di C in suoli ex arabili trasformati in piantagio-
                  ne/foresta o pascolo (Post e Known, 2000; Guo e Gifford, 2002),
                  per i maggiori input e la contenuta mineralizzazione della
                  sostanza organica esistente. Post and Know (2000) hanno indica-
                  to diversi fattori e processi che possono determinare la direzione
                  e il tasso di cambiamento nel contenuto di SOM a seguito di
                  cambio d’uso del suolo, tra cui: incrementare gli input di sostan-
                  za organica, la loro decomponibilità e l’incorporazione in strati



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