Page 109 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Degradazione del suolo e gestione sostenibile
USDA, 1999). Nelle aree compattate la porosità, rappresentata
dai pori maggiori di 50 µm di diametro equivalente misurati
mediante analisi di immagine su sezioni sottili preparate da
campioni indisturbati (Murphy, 1986), scende sotto il valore del
10% indicato come limite per definire un suolo degradato
(Pagliai, 1988). Tale diminuzione non si limita solo allo strato
superficiale ma interessa anche gli strati sottostanti. Infine la
Figura 4 mostra un’area rappresentativa di un sito interessato
dal “rooting” dei cinghiali, dove la degradazione del suolo è evi-
dente in quanto il terreno appare disaggregato, i granuli di quar-
zo sono totalmente sciolti, c’è una presenza di larghi spazi vani
e assenza pressoché totale di accumuli di sostanza organica.
Dove il rooting si attenua appaiono evidenti gli accumuli di
sostanza organica, derivati essenzialmente da residui vegetali in
decomposizione, e in molti casi si nota la tendenza alla forma-
zione di aggregati. Inoltre, le sezioni sottili permettono di evi-
denziare la formazione di strati compatti al limite del rooting,
originati dall’azione degli animali, e che interrompono drastica-
mente la continuità del sistema dei pori con possibili riflessi
negativi sui movimenti dell’acqua. Appare, quindi, evidente che
una corretta gestione del territorio deve tenere in considerazio-
ne anche il carico della fauna selvatica, al fine di evitare fenome-
ni di degradazione del suolo con possibili riflessi negativi anche
sulla rinnovazione del bosco.
Negli ecosistemi forestali, la necromassa e i residui legnosi sono
una componente essenziale del ciclo del C, e la loro decomposi-
zione ha un impatto significativo sulla capacità di accumulare C
nel suolo. La pratiche selvicolturali e la loro intensità possono
influire fortemente sulla presenza di residui legnosi e necromas-
sa. Mantenere uno strato di lettiera protegge il suolo contro l’e-
rosività delle piogge, riducendo il rischio erosivo (Nortcliff et al
1990 and Binkley and Brown, 1993). La necromassa è una com-
ponente importante del ciclo del C negli ecosistemi terrestri, e la
sua decomposizione controlla l’accumulo di C negli ecosistemi
forestali (Yatskov et al., 2003). Fornisce nutrienti essenziali e
acqua, influendo sullo sviluppo delle foreste (Harmon et al.,
2000) e, insieme alla lettiera, è la fonte più importante del flusso
di elementi (Pedersen and Bille-Hansen, 1999).
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