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Il tributo della zootecnia alla salvaguardia del lupo


                  a circa la metà dell’attuale patrimonio zootecnico complessivo. Il dato
                  assoluto mostra il suo significato reale se si considera che dal punto di vista
                  spaziale è quasi completamente riferito ad un’area di soli 10.000 ha.
                     In linea di principio il risarcimento dei danni agli allevatori, nono-
                  stante gli immancabili punti deboli a livello applicativo, è l’unico sistema
                  che riducendo il conflitto può contribuire alla prevenzione del bracco-
                  naggio, concorrendo concretamente alla conservazione del lupo.
                     Conservare una specie selvatica, soprattutto se si tratta di un preda-
                  tore, oltre ad essere una filosofia (di non semplice ed immediata com-
                  prensione!) è un costo sociale, che può diventare anche cospicuo. Se la
                  collettività condivide l’obiettivo strategico, è la società intera che deve
                  farsi carico degli oneri che derivano dal suo perseguimento. Non è ammis-
                  sibile che sia solo il comparto zootecnico a doversi far carico della con-
                  servazione. Come, però, deve essere altrettanto chiaro che il comparto
                  zootecnico non debba approfittare della sua centralità strategica per per-
                  seguire illeciti benefici economici a carico del resto della comunità. Anche
                  se un tale atteggiamento è da attribuirsi solo e soltanto ad una sparuta
                  componente della categoria.
                     È necessaria la rapida messa a punto di alcune procedure metodologi-
                  che:
                  - specifica formazione del personale deputato all’attribuzione del
                     danno, con l’affiancamento di una figura dalle competenze naturali-
                     stiche a quella dalle competenze veterinarie;
                  - facilitare/incentivare gli allevatori nel dotarsi di strutture con sistemi
                     antipredatore;
                  - studiare delle forme di assicurazione delle greggi contro danni da pre-
                     datore (secondo il normale rischio d’impresa), prevedendo premi age-
                     volati per chi adotti sistemi preventivi;
                  - accelerare/snellire le pratiche di rifusione del danno, valutando anche
                     il mancato reddito dell’anno successivo;
                  - prevedere, ed attuare con fermezza, severe penalizzazioni per coloro
                     che attuino tentativi di frode.
                     Solo così sarà possibile dare le giuste garanzie agli allevatori onesti,
                  che sono la stragrande maggioranza, e restituire un dignitoso futuro al
                  lupo.

                  Ringraziamenti

                     Si ringraziano, per la loro collaborazione nelle indagini, i dott. Danie-
                  le Alicicco, Marco Bonanni, Valentina Fasciolo, Luca Lunari, Fioravan-
                  te Serrani ed il guardaparco Vincenzo Ruscitti.


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