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Gas Serra: scenari futuri, variazioni del clima e modificazioni delle specie vegetali
Nord con un rompighiaccio di piccole dimensioni. L’ipotesi che, tra una
decina d’anni, in settembre, potrebbe non esserci più ghiaccio al Polo
Nord è “spaventosa” ma è realistica. (Si parla di settembre perché è il
mese in cui culmina la contrazione del ghiaccio polare). Da ottobre in
poi e fino a maggio, in concomitanza con l’inverno, il ghiaccio polare
aumenta.
Bisogna però ricordare che in 4 miliardi di anni di vita della Terra,
ere glaciali si sono alternate ad altre in cui il ghiaccio non era presen-
te in nessuna parte del pianeta. La stabilità del clima che si ebbe tra
il 1850 ed i primi decenni del secolo scorso, quando sembrava che le
stagioni fossero una sorta di fotocopia di quelle precedenti, ha indot-
to la convinzione che le primavere si dovessero comportare in modo
sempre uguale e in estate dovesse fare sempre quel “tipo” di caldo. Ci
si aspettava anche che l’inverno fosse fatto apposta per vedere la neve
sull’albero di Natale! Ma il clima cambia e non corrisponde a schemi
precostituiti. A ciò si aggiunge il fatto che proprio le attività umane
possano avere contribuito a far succedere quanto accade e a farci
andare incontro a quanto gli scenari prossimi venturi sembrano deli-
neare.
I gas serra come causa dell’aumento della temperatura
La concentrazione globale in atmosfera dei gas serra è passata da 280
ppm, parti per milione, del 1750 (anno di riferimento del periodo prein-
dustriale) a 379 ppm del 2005.
Nel 2008 si è verificato il massimo della concentrazione di anidride
carbonica da 10.000 anni a questa parte. Nell’ultimo decennio il riscal-
damento prodotto dall’effetto serra è stato ben più elevato di quello
provocato da cause naturali, come ad esempio la maggiore attività sola-
re. Si stima che la causa di circa l’85-90% dell’aumento delle tempera-
tura a livello globale sia di natura antropica, cioè dovuta all’attività
umana, mentre il restante 10-15 per cento è imputabile a cause natu-
rali.
Inoltre, dodici tra gli ultimi tredici anni sono stati fra i più caldi mai
registrati da quando si effettuano misurazioni sistematiche delle tempe-
rature, ovvero dalla fine del 1700.
In Italia, nel corso degli ultimi 200 anni, la temperatura dell’aria è
cresciuta di circa 1°C per secolo. Nello stesso tempo si è notato una dimi-
2
nuzione delle precipitazioni, anche se di lieve consistenza .
2 “Temperature and precipitation variability in Italy in the last two centuries from homogenised instrumental
time series” di Teresa Nanni e Michele Brunetti (Isac-Cnr, Bologna, Italy)
SILVÆ - Anno V n. 11 - 199

