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Gas Serra: scenari futuri, variazioni del clima e modificazioni delle specie vegetali


            zioni globali per l’economia, alla sostenibilità sociale ed ambientale,
            includendo in tale dinamica un miglioramento dell’equità, ma senza ulte-
            riori iniziative climatiche.

               B2. La famiglia di scenari B2 descrive un mondo in cui l’enfasi è sulle
            soluzioni locali per la sostenibilità economica, sociale ed ambientale. È un
            mondo in cui la popolazione globale cresce continuamente, ad un tasso
            minore della famiglia A2, con livelli intermedi di sviluppo economico e
            cambiamenti tecnologici meno rapidi e più diversificati rispetto alle trame
            B1 e A1.


            Gli effetti sul clima a livello globale

               Ognuno dei quattro scenari A1, A2, B1 e B2 dovrebbe essere consi-
            derato ugualmente plausibile.
               Sviluppando un modello che prende a riferimento uno scenario inter-
            medio tra quelli A e quelli B si è visto che nel 2100 la concentrazione di
            anidride carbonica potrebbe arrivare a 1250 ppm per cui è assai proba-
            bile, da qui al 2050, che si determineranno alcuni effetti sulla temperatu-
            ra e sulle precipitazioni sull’area mediterranea. Perciò si potrebbero
            avere, come riscontro, anomalie stagionali sempre più evidenti.
               Per quanto riguarda le temperature sono ipotizzabili variazioni del-
            l’ordine di grandezza di 3/4 gradi. Per avere un’idea ci si può immagina-
            re un tipo di tempo come quello che avvenne nel 2003, quando l’estate fu
            a dir poco rovente. Le ondate di caldo repentine ed eccessive diverranno
            più frequenti. In pratica soprattutto le estati, ma anche gli inverni,
            potrebbero variare in maniera considerevole da un anno all’altro, con
            una propensione verso picchi, anche se non prolungati, di caldo in estate.
               In dettaglio in inverno ed in primavera ci dovrebbe essere un leggeris-
            simo calo delle temperature massime.
               In estate ed in autunno ci sarà, invece, un moderato aumento sia delle
            minime che delle massime.
               Si dovrebbero allungare anche i periodi siccitosi, soprattutto in esta-
            te, sul meridione ed in inverno sul settentrione.
               Va da sè che le nevicate si ridurranno di circa il 30 per cento e la quota
            della neve, sia sulle Alpi che sull’Appennino, salirà in maniera conside-
            revole.
               Il riscaldamento planetario comporterà una maggiore quantità di
            vapore messo in gioco nell’atmosfera e il tutto si tradurrà in una mag-
            giore quantità di energia a disposizione dell’atmosfera. Aumenteranno
            (ciò sta già avvenendo) di circa il 25-30 per cento il numero di eventi

                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 203
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