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Gas Serra: scenari futuri, variazioni del clima e modificazioni delle specie vegetali


            mato in circa il raddoppio di quella attualmente presente da qui a 50
            anni) avrebbe un effetto positivo e può determinare un aumento del tasso
            fotosintetico compreso tra il 30 e il 100%.
               Il frumento il riso, la soia  e tutte le specie C3, rispondono molto bene
            ad elevati tassi di CO2.
               Il mais, sorgo, canna da zucchero, miglio, specie C4, per quanto foto-
            sinteticamente più efficienti, sono meno sensibili all’aumento della con-
            centrazione di CO2.
               Va detto che l’aumento della CO2 avrà anche ripercussioni sull’atti-
            vità fotosintetica delle specie infestanti ed il loro controllo potrà essere
            più difficoltoso.
               Una elevata concentrazione di anidride carbonica determina una
            diminuzione dell’apertura degli stomi delle foglie e conseguentemente
            una riduzione della traspirazione. Ad un raddoppio di CO2 corrispon-
            de  fino ad un 46% di traspirazione in meno. Ciò si traduce nel fatto
            che l’irrigazione potrebbe avere bisogno di una quantità di acqua
            minore ed alcune specie potrebbero sopravvivere con quantitativi di
            pioggia minori.

            2. effetti dovuti alle variazioni della temperatura, delle precipitazioni
               Un aumento della temperatura di 2-3 °C comporterà una più lunga
            stagione di crescita a latitudini medio-alte (oltre i 45°), mentre il maggio-
            re riscaldamento, con relativo incremento del tasso evapotraspirativo,
            limiterà la stagione di crescita alle latitudini medie e medio-basse ovvero
            alle nostre latitudini.
               In Italia non è escluso che la tendenza al riscaldamento, che si avrà nei
            prossimi decenni, determinerà una riduzione delle produzioni.
               Senza variazioni nel regime pluviometrico un moderato riscaldamento
            (+1 °C) potrebbe ridurre le produzioni medie del 10±7%.  Un incremen-
            to della temperatura di 2 °C, associato a una riduzione delle precipita-
            zioni, porterebbe invece a una riduzione delle produzioni superiore al
            20%.
               C’è da considerare anche il fatto che le precipitazioni assumeranno
            caratteristiche sempre più estreme.
               C’è il rischio di un aumento della frequenza di eventi di precipitazio-
            ni intense e rovinose, anche se limitati nello spazio e nel tempo. Non biso-
            gna dimenticare che le grandinate sono  già ora aumentate in frequenza.
            Aumenterà il rischio di avere dei prolungati periodi di siccità e  delle
            ondate di calore e per contro anche il rischio di improvvise gelate. Le col-
            ture più delicate, tipo la vite ed gli ortaggi in genere, poste in zone “mar-
            ginali, saranno soggette a maggiori rischi meteorologici.

                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 205
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