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Il tributo della zootecnia alla salvaguardia del lupo


            quelle tendenti alla diretta eliminazione dei predatori (fondamentalmente
            bracconaggio, illegale ma sempre presente – Adriani et al., 2009c), nella
            seconda quelle che proteggono le greggi senza incidere sui lupi (concretizza-
            te nell’uso di ricoveri notturni antilupo. Sia della tipologia tradizionale in
            muratura che quelli moderni costituiti da pannelli di rete metallica mobili e
            modulari – LIFE COEXb). A queste si aggiunge una terza categoria, defini-
            ta di tipo intermedio. Dalla già indicata discutibile efficacia, si identifica con
            l’uso dei cani da pastore che, appunto, dovrebbero essenzialmente avere
            funzione dissuasiva verso l’avvicinamento dei lupi alle greggi e, nel caso di
            inefficacia, attuare una difesa attiva degli armenti.
               Visto lo stato delle conoscenze generali ed i risultati degli studi con-
            dotti in loco (Adriani et al., 2009d), tenuto conto:
            - delle reali ed innegabili difficoltà di attribuzione del danno;
            - degli altrettanto indubbi tentativi di frode;
            - dell’esame delle dinamiche del patrimonio zootecnico locale;
            - dell’andamento dei danni annualmente attribuiti al lupo;
            si riesce, comunque, a percepire quale sia nell’area di studio il contribu-
            to del comparto zootecnico apportato alla strategia complessiva della con-
            servazione del lupo.
               Il patrimonio ovino, che ha da sempre caratterizzato la zootecnia loca-
            le, ha registrato una netta contrazione delle consistenze tra la fine degli
            anni ’70 ed i primi anni ’90 del secolo scorso. Il patrimonio ovino, che
            aveva anche superato i 14000 capi nel periodo tra gli anni ’60 e ’70, si è
            ormai ridotto, ed assestato, a consistenze annualmente variabili fra i
            6000 e gli 8000 capi. Altra tendenza del settore è quella che vede la pro-
            gressiva riduzione delle aziende addette ed una parallela crescita del
            numero di capi posseduti da quelle residuali.
               La transumanza verso la campagna romana a fine estate e lo sfrutta-
            mento dei pascoli demaniali (gravati da usi civici) nella buona stagione
            continuano ad essere i due elementi imprescindibili per il comparto pro-
            duttivo a livello locale.
               Per quanto riguarda i danni al bestiame e la loro rifusione, dal 1980 al
            2008 sono stati complessivamente risarciti 4217 capi, così ripartiti:
                                 Ovini            Bovini           Equini
              n° complessivo     4046             78               93
              Media capi/anno    139,5            2,7              3,2
              D.S.               ±133,76          ±2,84            ±3,89

               Non può passare certo inosservato che, dal punto di vista quantitativo,
            in 29 anni è risultato danneggiato, e risarcito, un numero di animali pari

                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 193
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