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Relazione fra gli sviluppi antropo-sociali, gli ecosistemi e la biosfera
ecosistemi ed in definitiva della biosfera era il prezzo da pagare per con-
seguire il progresso economico della società umana.
L’obiezione non può essere accolta per i seguenti motivi: la distruzio-
ne quotidiana delle risorse naturali da parte della tecnica, le monocolture
generalizzate, la riduzione della varietà e diversità delle specie, l’applicazio-
ne e l’uso di tecniche distruttrici e prodotti inquinanti al solo scopo di
aumentare la produzione e la ricchezza, compromettono i cicli di rigene-
razione dell’eco-biosfera, con grave pregiudizio sulla prospettiva di vita
stessa dell’Uomo.
Nel periodo postbellico, il processo distruttivo degli ecosistemi e del
macro-ecosistema biosferico ha assunto ritmi crescenti e dimensioni cata-
strofiche.
Si arriva al Summit di Rio nel 1992 per porre all’esame di oltre 120 Capi
di Stato e di Governo e di delegazioni qualificate in rappresentanza di
quasi tutto il mondo sviluppato ed in via di sviluppo, il quadro patologico
del nostro Pianeta e per individuare insieme una valida prospettiva di risa-
namento ed un nuovo tipo di sviluppo sostenibile per l’Uomo.
Gli aspetti più gravi del quadro patologico presentato e discusso alla
conferenza per l’ambiente e lo sviluppo a Rio sono stati: l’inquinamento
dell’atmosfera, la distruzione delle foreste (in particolare quelle tropicali
ed equatoriali) e la desertificazione, la notevole crescita demografica e la
diminuzione delle risorse naturali disponibili.
Il CO , biossido di carbonio o anidride carbonica, ha raggiunto con-
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centrazioni eccessive e con il contributo di vari gas (NO , CFC, CH , ecc.)
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rischia di far aumentare l’“effetto serra” e cioè il riscaldamento dell’aria,
per provocare come conseguenza ultima la fusione delle calotte polari e
quindi la sommersione di una parte dei continenti.
Il buco nello strato protettivo di ozono (O ) si allarga sull’Antartide e
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recenti osservazioni hanno registrato un peggioramento anche nello stra-
to protettivo sul Polo Artico.
Ogni anno, si verificano distruzioni di circa 15 milioni di ettari di fore-
ste, in prevalenza foreste tropicali, con danni incalcolabili all’equilibrio
ecologico, con la cancellazione di vasti e irriproducibili archivi della natu-
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ra, con modificazioni negative sul clima del Pianeta.
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L’impoverimento delle varietà biologiche nel mondo va avanti al ritmo
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