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Relazione fra gli sviluppi antropo-sociali, gli ecosistemi e la biosfera
zia e dall’agricoltura ed ha prodotto anche qualche turbamento aleatorio
nel clima; ma, tutto sommato, fino a quando l’agricoltura è stata condot-
ta con metodi tradizionali, le spontaneità eco-organizzatrici della Natura
hanno smorzato ed integrato questa perturbazione.
Talvolta le innovazioni antropo-sociali (in particolare gli innesti, gli
incroci, le ibridazioni ecc.) hanno favorito la complessità naturale con l’ac-
crescere la diversità degli individui e delle specie.
Società moderne
Nella seconda metà dell’800 con la rivoluzione industriale e lo svilup-
po della tecnologia, l’intervento umano comincia ad assumere potenza di
sfruttamento e di “asservimento della natura”, tale da moltiplicare le “crisi
di biocenosi” e da creare serie difficoltà nelle interazioni eco-organizzatri-
ci degli ecosistemi.
L’estensione e l’intensificazione dell’agricoltura e dell’allevamento, rese
possibili dallo sviluppo della tecnologia, cominciano a far scomparire
molte specie selvatiche o naturali per privilegiare varietà di specie dome-
stiche a maggior rendimento.
Molti spazi a foresta naturale vengono conquistati dall’agricoltura che
si estende in forma intensiva sugli antichi latifondi e sulle terre incolte o
paludose.
Non si ha cultura ecologica ed ogni intervento antropico è considera-
to isolatamente solo sotto l’aspetto della convenienza economica, senza la
consapevolezza delle possibili perturbazioni eco-organizzative che potrà
provocare.
Per dirla con Morin, non si ha conoscenza dell’ecologia dell’azione.
Cominciano i massicci disboscamenti per ricavare suoli fertili per l’agricol-
tura, ma non ci si accorge di innescare il meccanismo del dissesto del
suolo e delle inondazioni.
Si afferma la monocoltura per accrescere nell’immediato la produttivi-
tà e non ci si avvede delle conseguenze ultime di questo atto che distrug-
ge le associazioni vegetali, impoverisce la fauna e sterilizza la terra, dando
inizio a quel processo di degradazione della complessità che riduce la sta- .1
bilità degli ecosistemi. oI-n
Si può obiettare che questa compromissione della funzionalità degli n
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