Page 121 - 0848_boiardi_interno.qxp
P. 121

Relazione fra gli sviluppi antropo-sociali, gli ecosistemi e la biosfera


            zia e dall’agricoltura ed ha prodotto anche qualche turbamento aleatorio
            nel clima; ma, tutto sommato, fino a quando l’agricoltura è stata condot-
            ta con metodi tradizionali, le spontaneità eco-organizzatrici della Natura
            hanno smorzato ed integrato questa perturbazione.
               Talvolta le innovazioni antropo-sociali (in particolare gli innesti, gli
            incroci, le ibridazioni ecc.) hanno favorito la complessità naturale con l’ac-
            crescere la diversità degli individui e delle specie.


            Società moderne
               Nella seconda metà dell’800 con la rivoluzione industriale e lo svilup-
            po della tecnologia, l’intervento umano comincia ad assumere potenza di
            sfruttamento e di “asservimento della natura”, tale da moltiplicare le “crisi
            di biocenosi” e da creare serie difficoltà nelle interazioni eco-organizzatri-
            ci degli ecosistemi.
               L’estensione e l’intensificazione dell’agricoltura e dell’allevamento, rese
            possibili dallo sviluppo della tecnologia, cominciano a far scomparire
            molte specie selvatiche o naturali per privilegiare varietà di specie dome-
            stiche a maggior rendimento.
               Molti spazi a foresta naturale vengono conquistati dall’agricoltura che
            si estende in forma intensiva sugli antichi latifondi e sulle terre incolte o
            paludose.
               Non si ha cultura ecologica ed ogni intervento antropico è considera-
            to isolatamente solo sotto l’aspetto della convenienza economica, senza la
            consapevolezza delle possibili perturbazioni eco-organizzative che potrà
            provocare.
               Per dirla con Morin, non si ha conoscenza dell’ecologia dell’azione.
            Cominciano i massicci disboscamenti per ricavare suoli fertili per l’agricol-
            tura, ma non ci si accorge di innescare il meccanismo del dissesto del
            suolo e delle inondazioni.
               Si afferma la monocoltura per accrescere nell’immediato la produttivi-
            tà e non ci si avvede delle conseguenze ultime di questo atto che distrug-
            ge le associazioni vegetali, impoverisce la fauna e sterilizza la terra, dando
            inizio a quel processo di degradazione della complessità che riduce la sta-    .1
            bilità degli ecosistemi.                                                       oI-n
               Si può obiettare che questa compromissione della funzionalità degli         n
                                                                                           n
                                                                                           A
                                                                           SILVÆ         125
   116   117   118   119   120   121   122   123   124   125   126