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LE TECNICHE DI INDAGINE VOLTE ALLA INDIVIDUAZIONE DI REATI
                                       NEGLI APPALTI PUBBLICI


             traente da parte della pubblica amministrazione (art. 353-bis c.p.). Nei casi
             predetti, qualora il privato si sia astenuto dal concorrere agli incanti o alle lici-
             tazioni private per conto di pubbliche amministrazioni per aver ricevuto dana-
             ro o altra utilità o per averne accettato la promessa, anche il soggetto astenuto
             viene punito (art. 354 c.p.).
                  Al fine di svelare le collusioni tra privati, non rileva il mero dato del colle-
             gamento - formale o sostanziale - in sé. Infatti esso anche quando non consen-
             tito rimane sempre solo un indice di irregolarità, suscettibile di acquisire rile-
             vanza penale, ma da approfondire.
                  Oggetto dell’accertamento deve essere infatti l’esistenza dell’accordo pre-
             ventivo, in quanto idoneo ad influire sull’esito della gara, violando la libertà di
             partecipazione e la libertà dei singoli partecipanti di influenzare l’esito della gara
             secondo la regola di libera effettiva concorrenza, nell’interesse primario della
             pubblica amministrazione e della individuazione del giusto prezzo, cui si per-
             viene attraverso l’effettiva libera concorrenza.
                  Ciò esclude dunque in radice, per insuperabile incompatibilità, ogni forma
             di collusione e quindi di accordo preventivo, (così Cassazione Penale Sez. VI
             del 26 aprile 2011, n. 16333).
                  Al fine di acquisire elementi utili per il prosieguo delle indagini, prescin-
             dendo da quale sia la fonte della notizia di reato (dichiarazioni di un imprendi-
             tore escluso, segnalazione dell’ANAC o denuncia del medesimo organo pubbli-
             co, intercettazione disposta per altro reato), è indispensabile ricostruire la storia
             delle singole imprese al fine di portare alla luce collegamenti tra le stesse verifi-
             cando (attraverso la visura storica dei registri delle imprese e delle società) sedi,
             soci, amministratori, sindaci; è inoltre utile acquisire informazioni presso i com-
             mercialisti (magari emerge che il commercialista è il medesimo).
                  Inoltre può essere utile ricostruire la storia dei precedenti appalti ai quali
             le imprese hanno partecipato al fine di verificarne le condotte.
                  Si possono chiedere anche informazioni all’ANAC che dovrebbe moni-
             torare i principali appalti. Ciò consente di riscontrare eventuali denunce o il
             narrato del collaboratore di giustizia e di mirare con precisione quali soggetti
             monitorare (come vittime, che non hanno avuto il coraggio di denunciare per
             le minacce subìte, o come concorrenti).

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