Page 81 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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IL RIoRdInaMEnto dELL’aRMa dEI CaRabInIERI REaLI
cui almeno due anni di servizio d’istituto presso le stazioni dell’Arma (articolo 7).
Si precisava anche che non sarebbero state valutate le cariche speciali, cioè quegli
incarichi che sottraevano dal controllo del territorio i Carabinieri. Agli allievi sot-
tufficiali era espressamente precluso l’impiego “in servizio d’ordine pubblico o di
presidio” (articolo 14).
Tra le disposizioni transitorie, si prevedeva anche un concorso straordinario
di settecento allievi sottufficiali aperto a coloro i quali avevano preso parte alla guer-
ra di liberazione, intendendo così le categorie di: partigiani combattenti e patrioti;
appartenenti alle unità regolari delle Forze Armate che hanno partecipato alla guer-
ra; i militari e i civili deportati che non avessero servito sia nelle forze della RSI, sia
in quelle tedesche (articolo 16).
8. Conclusioni
Si potrebbe dire, in stile giornalistico, che “c’era bisogno di Carabinieri”. In
sostanza, dalla disamina, peraltro incompleta dei testi normativi e del dibattito in seno
al governo su alcuni dei temi affrontati, emerge un bisogno reale di rinforzare la strut-
tura dell’Arma dei Carabinieri Reali in un momento molto delicato per il nostro
Paese, sia all’interno per le necessità di garantire un quanto più ordinato possibile
ritorno alla normalità, sia all’estero atteso che il governo doveva dimostrare di gestire
il territorio nazionale alla fine della guerra e dopo venti anni di dittatura fascista.
Sicuramente, il percorso scelto in queste pagine mette in evidenza l’attenzione
delle autorità politiche , sollecitato dal ministro della Guerra attraverso le istanze del
Comando Generale, nel garantire un adeguato riconoscimento delle condizioni
economiche del personale dell’Arma, soprattutto con i premi di arruolamento e di
rafferma, che avevano proprio lo scopo di far accantonare una piccola somma nella
disponibilità di chi entrava a far parte della grande famiglia dell’Arma, ma soprattut-
to si rendeva necessaria una riorganizzazione di tutta l’Istituzione, sopraffatta dalle
innumerevoli incombenze che le erano attribuite. Sicuramente, la decisione di rico-
stituire dodici battaglioni mobili fu una presa d’atto da parte del governo dei bisogni
reali nella gestione dell’ ordine pubblico, non solamente limitato alle più tradizionali
manifestazioni di piazza, ma a veri e propri scontri armati in molte parti d’ Italia,
dove l’impiego di un reparto addestrato ad una situazione di ordine pubblico alta-
mente perturbato rappresentava un vero e proprio bisogno. Altri interventi aprono
la strada ad un cambiamento di lungo periodo come ad esempio l’acceso dei giovani
senza esperienze militari direttamente alla carriera di sottufficiali, ed altro ancora.
naturalmente, queste attenzioni avevano un rovescio della medaglia, rappre-
sentato dai tanti scontri a fuoco che i Carabinieri sostenevano e dai tanti caduti vit-
time del dovere.
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