Page 168 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CarabInIerI Del 1945 - l’italia liberata




                  nella breve memoria, priva di intestazione e senza firma, si ripercorre breve-
             mente la carriera dell’alto ufficiale, che ebbe anche incarichi “ministeriali” e politici
             (fu capo di gabinetto del ministero della guerra dal 1933 al 1935, poi sottosegretario
             alla guerra nel periodo 1939 - 1940) cadendo poi in disgrazia dopo la campagna di
             Grecia  e  rimanendo inattivo, “a disposizione”  anche dopo  l’8  settembre 1943,
             quando si era già ritirato in una villa a Desenzano del Garda. nella memoria, non
             firmata, viene accusato essenzialmente di aver assecondato la volontà bellicistica del
             regime e di essersi illecitamente arricchito con esso. non risulta però aver avuto
             conseguenze disciplinari o penali. la stessa memoria, ad onor del vero, era stata in
             realtà redatta diversi mesi prima, il 12 giugno 1945, dal capitano lastretti su carta
             intestata ancorché priva di firma . la nota, però, riporta a matita blu la dicitura
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             “non trasmesso” con, a tergo, altra nota manoscritta del capitano maccario che,
             invece, ne riporta la trasmissione al segretario generale dell’alto Commissariato
             Cannarsa. Il motivo di questo “ritardo” non lo sapremo mai. la posizione del gene-
             rale fu comunque poi vagliata in sede penale .
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                  al nucleo CC.rr. vennero affidate anche indagini e richieste di informazio-
             ni relative a propri commilitoni. tale evenienza denuncia una forte fiducia che gli
             alti Commissari riponevano comunque nell’onestà intellettuale e nelle capacità dei
             Carabinieri del nucleo.
                  Così il 9 giugno 1945 viene inviato all’alto commissario aggiunto l’esito delle
             indagini sul carabiniere a cavallo antonio barra denunciato per il comportamento
             tenuto nei confronti di una famiglia romana (sua parente). Il carabiniere, datosi alla
             macchia il 7 ottobre 1943, durante il periodo dell’occupazione tedesca di roma,
             aveva lasciato da questi parenti nel quartiere appio - latino la propria uniforme, la
             pistola ed altri effetti personali. Quando però, nel giugno 1944 era andato a recupe-
             rarli (nel periodo era stato membro della banda Caruso) aveva scoperto che tutte le
             sue cose, eccetto la pistola, erano state vendute e che non gli si voleva restituire l’ar-
             ma.
                  a quel punto, andato in casa con un amico con insistenza aveva recuperato la
             pistola. per tutta risposta uno dei suoi parenti (peraltro riconosciuto nel dopoguerra
             partigiano combattente) lo aveva denunciato per aver minacciato la famiglia e per essersi
             appropriato di materiale militare. le indagini condotte dai carabinieri del nucleo evi-
             denziarono la falsità di tutte le accuse e la irresponsabilità [sic] dell’indagato .
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             24  aCs aCsCF, titolo I - Fasc. 17.1.
             25  Così in archivio di stato di roma (d’ora innanzi aCr), Corte d’appello di roma, sezione
               Istruttoria (1945-1989), f. 584.
             26  aCs aCsCF, titolo I - Fasc. 17.1.

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