Page 172 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CARAbinieRi Del 1945 - l’italia liberata




                  Sintetizzando nelle linee più generali, si può affermare che l’epurazione inten-
             deva rappresentare uno strumento in grado di valutare il comportamento e provve-
             dere a sanzionare tutti coloro che si erano resi responsabili del tracollo del paese e
             che dal fascismo ne avevano tratto benefici, secondo apposite norme che avevano
             l’obiettivo di rimuovere fisicamente dagli apparati dello Stato i collaborazionisti
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             con tutte le conseguenze giuridiche del caso.  D’altro canto, questa era affiancata
             dalla discriminazione che aveva un carattere che si potrebbe definire di tipo più spe-
             cificatamente amministrativo, con il proposito di valutare la condotta sia morale,
             sia politica dei dipendenti di tutti gli apparati della macchina pubblica e valutarne
             la permanenza in servizio o le dimissioni, ma anche l’irrogazione di sanzioni che
             avrebbero potuto impattare a vario titolo con il prosieguo della carriera. in questa
             sede non c’è lo spazio per ripercorrere le norme emanate, sia per l’epurazione, sia
             per la discriminazione rimandando così ad altre sedi .
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             2.  La questione degli archivi come memoria del passato
                  Anche in questo settore, appare fondamentale seguire i criteri di una ricerca
             storica adeguata agli standard minimi e quindi è indispensabile poter accedere alle
             fonti primarie che consentono di andare al di là di semplici affermazioni o di analisi
             normative. per tale motivo la tutela, la gestione e la fruizione degli archivi costitui-
             sce un valore assoluto al punto da affermare che l’accesso a tali fonti primarie costi-
             tuisce un esercizio di democrazia.
                  in questo senso, vale la pena ricordare che gli archivi sono sottoposti alla tutela
             del codice dei beni culturali e del paesaggio che individua gli archivi come parte del
             patrimonio dell’intera collettività nazionale (art. 10). Dunque, si afferma anche l’ob-
             bligo di conservazione dei medesimi e di ordinarli (art. 30). il medesimo articolo affer-
             ma anche “l’obbligo di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti
             relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni ed istituiti in sezioni separate”. Da qui
             ne discende che lo Stato ha individuato negli archivi di Stato del ministero della
             Cultura il luogo per la conservazione permanente del patrimonio archivistico prodot-
             to da quasi tutte le amministrazioni che fanno capo agli organi centrali e periferici.



             1 Hans Woller, i conti con il fascismo. l’epurazione in italia 1943-1948, bologna, il mulino, 1997.
             2 oltre a Woller, si segnala Andrea Argenio, l’epurazione e la discriminazione degli alti gradi del-
               l’esercito italiano (1943-1948), in Clio. Rivista trimestrale di studi storici, a. 2005, n. 4, pp. 617-651;
               edoardo grassia, l’8 settembre 1943 e la regia “fascistissima” aeronautica, in Diacronie [online],
               n° 25, 1 / 2016, documento 2, online dal 29 marzo 2016, consultato il 4 febbraio 2026; mirko Della
               malva, Diritto e memoria storica nell’esperienza giuridica comparata: il difficile bilanciamento tra
               tutela della dignità delle vittime, libertà di manifestazione del pensiero, protezione della democrazia,
               tesi di dottorato di ricerca XXVii ciclo, università degli Studi di milano - Scuola di dottorato in
               Scienze giuridiche. in particolare, si veda il capitolo iV, la gestione del passato in italia.
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