Page 166 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CarabInIerI Del 1945 - l’italia liberata
➣ attivazione del giudizio per l’epurazione delle amministrazioni e la dispen-
sa dal servizio, davanti alle apposite Commissioni di primo grado, ed in sede di
ricorso a quella centrale;
➣ accertamento e l’avocazione dei profitti di regime fascista, con facoltà di pro-
muovere in casi eccezionali la rettifica delle decisioni della stessa Commissione centrale.
Dall’analisi della cospicua documentazione conservata presso l’aCs si evi-
denzia come il nucleo CC.rr. fosse utilizzato, in particolare, sotto due grandi
punti di vista, lo sviluppo di indagini (a seguito di denuncia o di iniziativa dell’alto
Commissario) su soggetti compromessi con il regime fornendo all’alto commissa-
rio le informazioni necessarie per gli ulteriori sviluppi (siano essi di deferimento alle
commissioni di epurazione o di vero e proprio esercizio dell’azione penale) sia, per
altro verso, la ricerca e la cattura dei soggetti stessi .
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I compiti del nucleo CC.rr. che comunque spesso si avvaleva della collabora-
zione dell’arma territoriale, erano quasi sempre e in modo particolare legati ai territo-
ri di roma e del lazio (anche se non mancarono attività che portarono i Carabinieri
del nucleo anche in toscana, abruzzo e Campania) con una “competenza territoria-
le” di fatto legata al centro Italia (verosimilmente perché per le regioni più lontane
l’alto Commissariato si avvaleva direttamente delle forze di polizia sul territorio).
l’analisi delle carte evidenzia anche quello che era il modo di operare del
nucleo. ricevuta l’attivazione dall’alto Commissario, normalmente su un sog-
getto specifico, il responsabile del nucleo provvedeva ad assegnarla ad uno dei
sottufficiali in organico il quale sviluppava l’attività mediante la redazione degli
atti di polizia giudiziaria necessari (interrogatori, sopralluoghi, annotazioni) e poi
procedendo a redigere un’annotazione conclusiva riepilogativa. Quest’ultima, a
firma dello stesso responsabile, riportava sempre l’autore delle indagini (in vista
di eventuali testimonianze, si suppone) e molto raramente delle proposte o delle
richieste pur, invece, esprimendosi però spesso sulla responsabilità degli autori
(specialmente in presenza di denunce di terzi, anche se anonime). e le attività di
indagine o di ricerca furono svariate e coinvolsero diverse tipologie di soggetti.
17 Di verbali di arresto o di notifiche di ordini di cattura ne sono stati rinvenuti diversi, tutti eseguiti. tra
essi, seppur mancano gerarchi di primissimo livello si rinvengono comunque nomi come Francesco
Giunta (Già segretario del pnF a cavallo tra 1923 e 1924, accusato di essere tra i mandanti dell’omi-
cidio matteotti, poi sottosegretario alla presidenza del consiglio e Governatore della Dalmazia nel
1943), Giangiacomo bellazzi (Funzionario di carriera prefettizia, Capo di Gabinetto della presidenza
del Consiglio dei ministri negli anni trenta), Guido ottelli (politico fascista sardo, squadrista della
prima ora, poi Console della mVsn e sindacalista minerario della zona di Carbonia), augusto maran
(Console della milizia e capo del Fascio di argenta inizialmente accusato - ma assolto - quale mandan-
te dell’omicidio di Don Giovanni minzoni. per tale accusa nel dopoguerra fu nuovamente processato
e condannato per omicidio preterintenzionale), confidenti dell’oVra come Gloria maggiotto
(nome di codice di sogloft, così in m. Franzinelli, i tentacoli dell’ovra: agenti, collaboratori e vittime
della polizia politica fascista, bollati boringhieri, 1999, p. 666.).
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