Page 268 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - LA LibeRAzione




                  Il presente articolo, invece, si occupa in qualche modo di completare la ricostru-
             zione di quel medesimo periodo (maggio - dicembre 1945) nell’altra parte di piemonte
             e valle d’aosta, costituite, per i Carabinieri reali, nella legione CC.rr. di torino.
                  Il  punto  di  vista  metodologico è  pressoché  il  medesimo.  la  base  dati  più
             importante è costituita dal diario storico della legione, reperito presso l’archivio
             dell’uf  cio storico dello stato maggiore dell’esercito (d’ora innanzi aussme)
             interpolato, completato e messo a sistema con quanto reperito nell’archivio della
             direzione per i beni storici e documentali del Comando Generale dell’arma dei
             Carabinieri (asaCC) e con archivi pubblici e privati piemontesi, tra tutti quello
             dell’Istituto per la resistenza della provincia di torino (Istoreto).

             2. Il Contesto storico e militare: la liberazione del Piemonte e Valle d’Aosta
                  non è certamente questo il luogo per analizzare le vicende storiche, sociali, ed
             economiche delle aree piemontesi nel biennio 1943-1945. la presenza di rilevanti
             impianti industriali, anche di fondamentale importanza per lo sforzo bellico, faceva
             di torino e delle altre province del piemonte degli snodi cruciali per l’apparato bel-
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             lico tedesco e della rsI . anche le vie di comunicazione con il sud della Francia, da
             un lato, e con il resto della pianura padana (e di lì verso il reich tedesco) facevano
             del piemonte uno snodo fondamentale delle retrovie del fronte italiano.
                  per altro verso, come noto, le province piemontesi furono anche quelle in cui la
             resistenza al tedesco fu più virulenta sia tra la popolazione lavoratrice sia con le vere e pro-
             prie unità partigiane che, a partire dallo stesso settembre 1943, si formarono un po’ a mac-
             chia d’olio su tutto il territorio regionale e, in particolar modo, in corrispondenza delle
             aree montuose, maggiormente favorevoli alle tecniche di guerriglia tipiche dei partigiani .
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                  dopo l’8 settembre, infatti, torino era diventata la sede naturale dell’attività
             clandestina che vi operò sia a livello locale e sia con quelle strutture militari e poli-
             tiche di coordinamento regionale, come il Comitato militare regionale piemontese
             e il Cln regionale (Clnrp) .
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                  tutti questi elementi portarono le forze dell’asse a porre in atto su tutto il ter-
             ritorio regionale una forte repressione sia nei confronti delle forze partigiane, che


             2  Così C. Gentile, Torino sotto le bombe, torino, einaudi, 2009.
             3  tra i tanti m. Giovana, La Resistenza in Piemonte, Storia del CLn regionale, milano, Feltrinelli,
               1962, Istituto storico della resistenza in piemonte, Aspetti della Resistenza in Piemonte, presenta-
               zione di G. agosti, torino, books store, 1977, Id., (a cura di), L’insurrezione in Piemonte, milano,
               Franco angeli, 1987, G. pansa, Guerra partigiana tra Genova e il Po, bari, laterza, 1998 (2  ed.).
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             4  C. dellavalle (a cura di), il Piemonte nella guerra e nella Resistenza: la società civile (1942-1945),
               torino,   Consiglio  regionale   del  piemonte,   rintracciabile  facilmente   online
               https://www.istoreto.it/materiali/Guerre,%20resistenza,%20liberazione/doc/838_candidatu-
               ra_medaglia.pdf (url consultata il 15 febbraio 2025).
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