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PsICoLogIA dELL’InTERRogAToRIo PER L’ARMA dEI CARAbInIERI
In questo contesto si è af ermato il concetto di empatia strategica, secondo il
quale l’intervistatore dovrebbe porsi come un interlocutore attento e disponibile,
capace di leggere lo stato emotivo del soggetto e di regolare il proprio comporta-
mento comunicativo in modo funzionale al raggiungimento degli obiettivi investi-
gativi. L’empatia non è da intendersi come identif cazione af ettiva, ma come abilità
professionale orientata alla creazione di un clima relazionale favorevole alla collabo-
razione.
L’evoluzione del ruolo dell’interrogante comporta quindi un aumento della
complessità professionale: occorre coniugare rigore e f essibilità, controllo emotivo
e sensibilità interpersonale, attenzione ai dettagli e capacità di ascolto profondo. Solo
un professionista capace di esercitare una leadership dialogica potrà ottenere infor-
mazioni af dabili, riducendo il rischio di forzature, fraintendimenti e resistenze.
8. Formazione e competenze nell’interrogatorio forense
La qualità dell’interrogatorio dipende in larga misura dalla competenza del-
l’intervistatore. Una conduzione ef cace e rispettosa richiede competenze trasver-
sali che abbracciano almeno tre ambiti: quello psicologico, quello giuridico e quello
comunicativo.
Dal punto di vista psicologico, l’intervistatore deve conoscere i processi della
memoria, i meccanismi della suggestione, le emozioni primarie e i segnali del comporta-
mento non verbale. È fondamentale saper distinguere tra reazioni emotive f siologiche e
segnali potenzialmente ingannevoli, evitando interpretazioni soggettive non fondate.
Dal punto di vista giuridico, è necessario avere piena padronanza delle norme
procedurali in materia di assunzione della prova, diritti dell’imputato, tecniche di
documentazione dell’interrogatorio e utilizzabilità delle dichiarazioni. Una condot-
ta inadeguata può rendere nullo l’atto o addirittura determinare l’inammissibilità
probatoria.
Inf ne, le competenze comunicative sono decisive: saper formulare domande
ef caci, creare un clima di f ducia, gestire i silenzi, riconoscere segnali di tensione o
incongruenza e adottare un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.
Un’af ermazione apparentemente ironica di un famoso psicologo dell’età
evolutiva, Jean Piaget, ci può forse fornire un utile spunto di rif essione:
sfortunatamente per la psicologia, tutti pensano di essere psicologi; concetto a suo
tempo espresso anche da Sigmund Freud: non tutti si azzardano ad esprimere un
giudizio su temi di fisica, e tutti invece - il filosofo come l’uomo della strada - hanno
un loro parere da esternare su temi di psicologia, e si comportano come se fossero quan-
tomeno psicologi dilettanti.
Si tratta della cosiddetta psicologia di senso comune, o psicologia ingenua.
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