Page 82 - Rassegna 2025-3
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DoTTRInA




                  Tutti gli esseri umani si costruiscono rappresentazioni del mondo e di sé in
             relazione al mondo, attraverso la propria esperienza relazionale, f n dai primissimi
             legami di attaccamento, attraverso i propri vissuti e attribuzioni di signif cato. Gli
             esseri umani, quindi, attraverso un processo def nito costruttivismo, non entrano
             in rapporto diretto con la realtà ma attraverso il loro punto di vista, il loro convin-
             cimento su di essa. La psicologia di senso comune riguarda dunque tutte le creden-
             ze e le convinzioni soggettive circa i legami di causa-ef etto che regolano il compor-
             tamento umano.
                  Tali credenze e convinzioni, proprio perché caratterizzate dalla soggettività del-
             l’esperienza del singolo, sono spesso in contraddizione con credenze e convinzioni
             altrui e rischiano di generare dei cosiddetti BIAS cognitivi, errori di giudizio frutto
             di interpretazioni soggettive che possono portare a conclusioni irrazionali o distorte.
                  Al contrario, un metodo scientif co pone l’accento sull’analisi accurata delle
             condizioni personali e di contesto in cui si compiono gli eventi, studia le reciproche
             inf uenze di tutte le variabili coinvolte in un dato fenomeno, rendendo eventi e
             variabili confrontabili, verif cabili e ripetibili. Il confronto professionale, la schema-
             tizzazione di protocolli e il rispetto di procedure e linee guida trovano conseguen-
             temente fondamento nella necessità di creare un “ancoraggio” ad elementi più pos-
             sibili oggettivi, limitando al minimo il rischio di interpretazioni soggettive e distor-
             sioni percettive.

             9.  Vademecum operativo
                  È chiaro ormai che nell’ambito della psicologia giuridica, l’ascolto del sogget-
             to vulnerabile, che si tratti di una persona minore, di una vittima di reato o di un
             testimone fragile, rappresenta una delle sf de più complesse e rilevanti per l’opera-
             tore forense. In un’epoca in cui la ricerca scientif ca ha evidenziato con sempre
             maggior forza il rischio di distorsioni mnestiche, contaminazioni suggestive e trau-
             matizzazioni successive al fatto (secondarie, terziarie), si impone con urgenza un
             cambio di paradigma: non più un interrogatorio inteso come strumento di pressio-
             ne, ma un’intervista strutturata e rispettosa, fondata su criteri psicologicamente
             fondati  e  giuridicamente  corretti.  Il  presente  Vademecum  operativo nasce con
             l’obiettivo di fornire a operatori della giustizia, Forze dell’ordine, consulenti tecnici
             e professionisti del settore una guida sintetica ma rigorosa per la conduzione di col-
             loqui forensi con soggetti vulnerabili. ogni indicazione è ancorata alle più recenti
             evidenze scientif che e ai protocolli internazionali riconosciuti, tra cui l’intervista
             cognitiva, il modello PEACE e le buone prassi derivate da un uso critico e conte-
             stualizzato  delle  tecniche  Reid.  In  particolare,  questo  strumento  promuove  un
             approccio centrato sulla persona, che riconosce l’importanza dell’ascolto empatico,

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