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PsICoLogIA dELL’InTERRogAToRIo PER L’ARMA dEI CARAbInIERI
della neutralità dell’intervistatore, dell’attenzione al contesto emotivo e della valo-
rizzazione del racconto libero. L’adozione di modalità non coercitive e il rispetto
delle garanzie procedurali previste dal codice di procedura penale sono condizioni
imprescindibili per garantire la qualità della prova e la tutela del soggetto ascoltato.
nel contesto giudiziario contemporaneo, la prova dichiarativa assume spesso un
peso determinante. È quindi essenziale che chi la raccoglie sia formato, consapevole
e dotato di strumenti operativi validati tipo il seguente:
➣ valutare il contesto emotivo e psicologico del soggetto prima dell’intervista:
prima di iniziare qualsiasi colloquio, è essenziale comprendere lo stato mentale, emo-
tivo e cognitivo della persona da ascoltare. Questo signif ca valutare il livello di stress,
eventuali sintomi traumatici, la capacità di concentrazione, la suggestibilità e la pre-
senza di fattori di vulnerabilità (età, patologie psichiche, stato di shock, dipendenza
emotiva dal presunto autore del reato, ecc.). Tale valutazione permette di adattare il
setting, il linguaggio e la tempistica dell’intervista alle condizioni del soggetto, garan-
tendo una maggiore qualità dichiarativa e una minore esposizione al danno psichico;
➣ applicare l’intervista cognitiva con soggetti vulnerabili o testimoni: l’intervi-
sta cognitiva è una tecnica strutturata, validata scientif camente, che favorisce il
richiamo accurato di informazioni memorizzate, riducendo la possibilità di errori o
falsi ricordi. Con soggetti vulnerabili, è particolarmente indicata perché non fa uso
di domande chiuse o suggestive, ma promuove il racconto spontaneo e supporta la
memoria episodica attraverso tecniche specif che (esempio cambio di prospettiva,
narrazione inversa, rievocazione sensoriale). Favorisce un clima di rispetto e ascolto,
valorizzando il racconto senza indurre risposte;
➣ evitare tecniche coercitive: privilegiare la fiducia e l’ascolto empatico: l’uso di
pressioni psicologiche, atteggiamenti autoritari o tecniche manipolative (anche
implicite) può compromettere gravemente la validità della testimonianza e arrecare
danni psicologici al soggetto. È quindi necessario costruire un clima di f ducia, sicu-
rezza e rispetto, in cui l’intervistato senta di poter parlare senza timore di giudizio o
ritorsioni. L’ascolto empatico non signif ca “credere acriticamente”, ma accogliere
senza pregiudizi, lasciando emergere il vissuto soggettivo della persona:
➣ adottare il modello PEACE come struttura fondamentale per il colloquio: il
modello PEACE (Preparation and Planning - Engage and Explain - Account -
Closure - Evaluation) come già evidenziato, è un protocollo non coercitivo per la
conduzione di colloqui forensi, utilizzato in molti sistemi di giustizia (esempio UK).
Aiuta a pianif care l’intervista, instaurare un rapporto collaborativo, raccogliere
informazioni in modo etico e verif cabile, chiudere l’interazione in modo rispettoso
e valutarne successivamente l’ef cacia. È particolarmente utile con vittime e testi-
moni, perché promuove trasparenza, chiarezza e rispetto dei diritti della persona;
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