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PsICoLogIA dELL’InTERRogAToRIo PER L’ARMA dEI CARAbInIERI
È fondamentale, tuttavia, che l’intervista venga applicata in modo rigoroso,
evitando deviazioni metodologiche, suggestioni o pressioni indebite. La formazio-
ne continua e la supervisione professionale si rivelano quindi essenziali per garantire
la validità e l’etica della procedura.
4. Il colloquio criminologico: finalità valutative e approccio multidimen-
sionale
Il colloquio criminologico rappresenta uno strumento di indagine e com-
prensione della personalità dell’autore di reato, f nalizzato all’analisi dei fattori psi-
cologici, sociali e ambientali che hanno contribuito all’atto criminoso . A dif eren-
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za dell’interrogatorio, che ha uno scopo prevalentemente probatorio, e dell’intervi-
sta investigativa, orientata alla raccolta di informazioni testimoniali, il colloquio cri-
minologico si conf gura come una modalità di esplorazione a f ni valutativi.
La sua f nalità principale è quella di fornire un quadro approfondito del funzio-
namento mentale e comportamentale del soggetto, al f ne di supportare il giudizio
sulla pericolosità sociale, la recidiva, la capacità di intendere e volere, nonché l’idoneità
al trattamento rieducativo. Si tratta, pertanto, di un colloquio clinico strutturato,
condotto secondo criteri metodologici rigorosi e con l’ausilio di strumenti diagnostici
qualitativi e quantitativi (osservazione, test, interviste semi-strutturate).
Dal punto di vista operativo, il colloquio criminologico si fonda su un
approccio multidimensionale e integrato, che considera aspetti biograf ci, dinami-
che familiari, vissuti traumatici, tratti di personalità, appartenenza culturale, livello
di insight e capacità empatica . L’intervistatore, solitamente uno psicologo forense
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o criminologo clinico, adotta uno stile comunicativo improntato all’ascolto empa-
tico, alla sospensione del giudizio e alla neutralità valutativa.
La peculiarità di questa forma di colloquio consiste nella capacità di cogliere
le narrazioni soggettive del reo, integrandole con i dati oggettivi dell’iter giudiziario,
per delineare un prof lo criminologico utile ai f ni della valutazione del rischio e del-
l’intervento. Il colloquio si rivela particolarmente utile nei procedimenti di sorve-
glianza, nell’ambito della giustizia minorile, o nei casi in cui sia necessario approfon-
dire la struttura motivazionale e valoriale dell’autore di reato.
In conclusione, il colloquio criminologico, pur condividendo con le altre tec-
niche l’obiettivo di comprendere i fatti e i soggetti coinvolti, si distingue per il suo
orientamento valutativo, la profondità dell’analisi e l’approccio clinico e sistemico
adottato.
13 V. Caretti, D. La Barbera, Manuale di psicologia giuridica e forense, Milano, FrancoAngeli, 2005.
14 A. Barbaro, Psicologia e psicopatologia forense, McGraw-Hill Education, 2014.
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