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L’assoCIazIone dI TIPo mafIoso Tra TIPIzzazIonI gIurIsPrudenzIaLI ed afasIa LegIsLaTIva




               vazione. Questo infatti dovrebbe rivelarsi capace di spingersi oltre quel velo opaco
               di apparente legalità che ricopre le condotte di soggetti che, alla luce del sole, eser-
               citano attività lecite e promosse nel nostro ordinamento, come quella economica o
               politica, salvo poi scendere a compromessi con i più articolati organismi maf osi. I
               protagonisti di queste condotte sono soggetti che, operando in modo riservato e
               tendenzialmente senza particolari pubblicità, apportano un essenziale contribuito
               all’organizzazione maf osa, in vista del raggiungimento dei suoi f ni di accumulo di
               illecite ricchezze e di potere sul tessuto socio-economico. Costituisce ormai dato
               consolidato il fatto che taluni settori dell’economia, come quello degli appalti pub-
               blici, rappresentino le maggiori fonti tramite cui l’organizzazione maf osa non solo
               si  arricchisce,  ma  ha  modo  anche  di  accrescere  e  consolidare  il  proprio  potere.
               Com’è noto la zona grigia in cui sbiadisce la dif erenza fra imprenditore colluso con
               le associazioni criminali ed imprenditore estorto, o comunque vittima, è stata al
               centro delle più moderne analisi socio-criminologiche e storico-politiche, i cui risul-
               tati, con una certa frequenza, sono stati trasfusi nell’ambito delle pronunce giuri-
               sdizionali su questo tema.
                    La Suprema Corte ha inteso seguire la strada che af  da al giudice il compito
               di valutare caso per caso l’ef ettiva idoneità dei dati socio-criminologici ad essere
               assunti ad attendibili massime di esperienza, solo dopo avere ricostruito sulla base
               del materiale probatorio specif ci e concreti fatti che costituiscono l’oggetto del
               processo. Ad una più attenta analisi la questione della contiguità alla criminalità
               maf osa  si rivela un tema che non pone unicamente mere quaestiones iuris all’in-
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               terprete del diritto, ma si conf gura come un serio argomento utile e funzionale ad
               evitare di sovrapporre e confondere tematiche tra loro diverse.
                    Af rontando la vicenda le prime istanze che emergono sono di natura meta-
               giuridica  e si identif cano prevalentemente nelle ragioni fattuali iconiche del disva-
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               lore direttamente riferibile alla tenuta di comportamenti collusivi o corruttivi a
               vantaggio delle organizzazioni maf ose . È quanto mai evidente il fatto che la col-
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               lettività non possa sopportare il fatto che un sodalizio si inf ltri in settori vitali della
               società, nel contesto economico nonché nelle sedi politico-istituzionali. Il disvalore
               di un tale atteggiamento, correndo il rischio di descrivere da sé la meritevolezza della

               12 C. Visconti, Il concorso esterno nell’associazione mafiosa: profili dogmatici ed esigenze politico crimi-
                  nali, in riv. it. dir. proc. pen., 1995, pp. 1303 ss.
               13 G. Fiandaca, C. Visconti, Il concorso “esterno” tra sociologia e diritto penale, in scenari di mafia.
                  orizzonte criminologico e innovazioni normative, Torino, Giappichelli, 2010, pp. 203 ss.
               14 G. Fiandaca, C. Visconti, Il concorso esterno come persistente istituto “polemogeno”, in arch. Pen.,
                  2012, p. 488; G. Fiandaca, ermeneutica e applicazione giudiziale del diritto penale, , in riv. it. dir.
                  proc. pen., 2001, pp. 353 ss. Sul punto, C. Visconti, La punibilità della contiguità alla mafia tra
                  tradizione (molta) e innovazione (poca), in Cass. pen., 2002, pp. 1854 ss.

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