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L’assoCIazIone dI TIPo mafIoso Tra TIPIzzazIonI gIurIsPrudenzIaLI ed afasIa LegIsLaTIva




               2.  Configurabilità del concorso eventuale nel reato associativo
                    In dottrina è ritenuta pacif ca l’ammissibilità del concorso eventuale nel reato
               plurisoggettivo necessario, e in particolar modo per i reati associativi. Le opinioni
               maturate dagli autori più specializzati in materia di concorso “esterno” in associa-
               zione maf osa sono univoche e si sono nel tempo rivelate massime oltremodo valide
               anche per le altre fattispecie criminose associative . Il problema che si è ingenerato
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               in merito al confronto tra il concorso eventuale, disciplinato dall’art 110 c.p., e
               quello necessario, inteso come ipotesi di reato per la cui conf gurazione è necessaria
               la compartecipazione di più soggetti, introduce il problema relativo al rapporto tra
               il concorso di persone e la fattispecie ex art. 416 bis c.p. In considerazione di un
               primo indirizzo giurisprudenziale sarebbe opportuno negare l’ammissibilità di un
               concorso eventuale nel reato associativo perché i comportamenti riconducibili al
               concorso esterno conterrebbero già i requisiti minimi idonei a legittimare l’inqua-
               dramento nella partecipazione interna all’associazione . Tale indirizzo muove da
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               un’accezione troppo ampia di partecipazione all’associazione. Quest’ultima, infat-
               ti, richiede uno stabile inserimento all’interno della compagine criminale che pre-
               suppone  sia  una  permanente  messa  a  disposizione  del  proprio  apporto  sia  una
               accettazione da parte dell’associazione. Essa può manifestarsi in forme rituali oppu-
               re in comportamenti di fatto che comunque denotino l’inserimento stabile del sog-
               getto nell’organizzazione criminale.
                    Dopo svariati arresti delle Suprema Corte, peraltro nella sua composizione a
               Sezioni Unite, la risposta al quesito sui presupposti, oltre che sui limiti, del concor-
               so eventuale nel delitto associativo risulta rimessa, in def nitiva, alla casistica deter-
               minazione giudiziale, desumendo i requisiti della fattispecie oggettiva e soggettiva a
               contrario dalla condotta partecipativa, ma, allo stesso tempo, delegando all’inter-
               prete l’oneroso compito di contenere entro confini accettabili possibili condiziona-



                  Dell’Andro, La fattispecie plurisoggettiva in diritto penale, milano, Giuf rè, 1956, pp. 179 ss, l’Autore
                  ha manifestato alcune condizioni a cui l’estensione è subordinata: in primo luogo, la disposizione di
                  parte generale non deve regolare una materia che sia già contemplata dalla norma di parte speciale, e,
                  in particolare, riconducibile alla ratio della norma medesima; in secondo luogo, la disposizione di parte
                  generale non deve prescrivere una regula juris che sia incompatibile con la disciplina of erta dalla
                  norma di parte speciale; inf ne, la disposizione di parte generale non deve considerarsi norma eccezio-
                  nale, ma, per essere applicata, espressione di un principio generale attinente alla plurisoggettività ef et-
                  tiva. V. anche F. Argirò, note dommatiche e politico-criminali sulla configurabilità del concorso esterno
                  nel reato di associazione di stampo mafioso, in riv. it. dir. proc. pen., 2003, pp. 768 ss.
               5 Cass. Pen., Sez. Un., 5 ottobre 1994, demitry, cit.: la Suprema Corte accenna soltanto alla generale
                  ammissibilità del concorso eventuale nel reato plurisoggettivo, citando le ipotesi dei delitti di duello,
                  adulterio e rissa, tramite il richiamo ad una precedente pronuncia (Cass. Pen., Sez. I, 5 giugno 1994,
                  n. 2699).
               6 R. Giovagnoli, studi di diritto penale: parte speciale, milano, Giuf rè, 2008, pp.25 ss.

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