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DoTTRINA




                  Inoltre, evidenza non scontata e di particolare rilievo, gli incentivi hanno por-
             tato a un incremento signif cativo della forza di lavoro, scongiurando la preoccupa-
             zione di una potenziale sostituzione tra capitale e lavoro associata a percorsi di digi-
             talizzazione dei processi industriali .
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                  L’obiettivo primario era stimolare l’adozione di tecnologie abilitanti - come
             Internet of Things, machine learning, robotica avanzata - per la digitalizzazione
             delle imprese, supportandole nella migrazione verso modelli organizzativi “intelli-
             genti” ed interconnessi. In questo contesto, l’accesso agli incentivi era subordinato
             a requisiti di integrazione digitale, ma non richiedeva alcuna valutazione ex ante né
             misurazione di impatti ambientali. Inoltre, non era necessaria una certif cazione
             energetica da parte di tecnici abilitati, né venivano richiesti progetti incentrati su
             ef  cienza o autoconsumo da rinnovabili.
                  Con il passaggio alla Transizione 5.0, il paradigma cambia radicalmente: il cri-
             terio tecnologico-digitale non scompare, ma diventa funzionale all’obiettivo priori-
             tario della sostenibilità ambientale. Il nuovo sistema prevede infatti che gli investi-
             menti  agevolati  debbano  produrre  un  miglioramento  misurabile  dell’ef  cienza
             energetica, oppure contribuire all’autoproduzione di energia rinnovabile destinata
             al consumo interno. Questa impostazione risponde alle esigenze del Green Deal
             europeo e alla nuova strategia energetica dell’UE, accentuate dalla crisi geopolitica
             e dalla necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
                  Un altro elemento di discontinuità tra i due piani riguarda l’apparato certif -
             cativo: mentre il credito d’imposta previsto dal Piano 4.0 si fondava su una autodi-
             chiarazione dell’impresa (salvo eventuali controlli a campione), la misura 5.0 impo-
             ne una doppia certif cazione ex ante ed ex post, rilasciata da soggetti qualif cati con
             oneri documentali e tecnici signif cativamente maggiori. Questo cambio di para-
             digma comporta implicazioni giuridiche rilevanti: da un lato, il maggior formali-
             smo procedurale riduce il rischio di abusi e favorisce la qualità degli investimenti;
             dall’altro, aumenta il rischio di esclusione delle PmI meno strutturate, che potreb-
             bero non disporre delle risorse tecniche per redigere le diagnosi energetiche o per
             sostenere i costi delle certif cazioni, sebbene parzialmente rimborsati.
                  Inf ne, anche il prof lo della formazione evolve: se nella Transizione 4.0 il focus
             era sulle competenze digitali dei lavoratori, nella 5.0 viene premiata la formazione
             che riguarda anche l’uso consapevole dell’energia, la gestione dei f ussi energetici e
             la sostenibilità dei cicli produttivi.
                  Questo rappresenta una transizione anche culturale, che richiede un aggior-
             namento sistemico del capitale umano aziendale.

             21  Agenda  Digitale,  https://www.agendadigitale.eu/industry-4-0/transizione-5-0-il-buon-proposito-
               per-il-2025-e-la-semplicita/, ultima consultazione 29 luglio 2025.

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