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PIANo TRANSIzIoNE 5.0
In sintesi, la Transizione 5.0 non è semplicemente un’estensione del piano
precedente, ma un suo superamento qualitativo, orientato alla trasformazione
sostenibile dell’intero sistema produttivo. Le novità normative apportate dalla
Legge di Bilancio 2025 hanno reso senz’altro il meccanismo più vantaggioso, sem-
plif cato ed integrabile con altri incentivi, pur mantenendo vincoli chiari sui rispar-
mi energetici e sulla documentazione richiesta.
Tuttavia, la nuova disciplina non ha risolto completamente le criticità emerse
nel dibattito giuridico e tecnico. Restano infatti aperte alcune questioni interpreta-
tive, in particolare con riferimento alle modalità di calcolo dell’incentivo in caso di
cumulo con altri contributi pubblici: non è ancora pienamente chiarito se la base
imponibile su cui applicare il credito d’imposta debba essere determinata al lordo o
al netto dei f nanziamenti ricevuti.
Un ulteriore nodo riguarda la tempistica ristretta per la realizzazione degli
investimenti e il completamento delle certif cazioni, in quanto il termine attual-
mente f ssato al 31 dicembre 2025, pur in presenza di ipotesi di proroga al 2026
oggetto di negoziazioni tra il mImIT e la Commissione Europea, rischia infatti di
escludere le imprese che avviano progetti complessi o soggetti a procedimenti auto-
rizzativi. Un altro ostacolo burocratico è rappresentato dal vincolo che limita
le aziende a prenotare un solo progetto alla volta e, per superare ciò, si prevede e si
auspica la rimozione di tale restrizione, che era stata ef ettivamente introdotta per
un’attesa elevata di domande, non concretizzata. Proprio a causa dei tempi
stretti entro il 31 dicembre 2025 e di quest’ultimo vincolo citato, infatti, si rischia
di non arrivare ad un utilizzo completo dei fondi messi a disposizione, consideran-
do che a f ne luglio, nonostante un’accelerazione di richieste negli ultimi mesi anche
dopo le ultime FAQ di chiarimento pubblicate ad aprile da mImIT e GSE, ancora
importanti fondi risultano disponibili.
Nonostante tali criticità e l’esigenza per il mondo imprenditoriale di poter
contare su incentivi più f essibili in base alle ef ettive esigenze aziendali e più facil-
mente programmabili per investimenti complessi e strutturali, il Piano Transizione
5.0, o eventuali misure incentivanti di questo genere, può e potrà rappresentare una
leva strategica per accompagnare l’industria italiana verso una modernizzazione
compatibile con gli obiettivi ambientali europei, promuovendo un nuovo equili-
brio tra competitività, innovazione e responsabilità ecologica.
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