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DE RE MILITaRI: DISCIpLINa E DIRITTo pENaLE MILITaRE aL TEMpo DEI RoMaNI
Aureliana, scrisse le De re militari, un prontuario pratico in quattro libri contenen-
te le principali disposizioni sull’organizzazione e i gradi dei soldati e sulla disciplina.
La consolidazione della cancelleria si ebbe sotto la dinastia dei Severi: i giuristi
più importanti dell’epoca assunsero le cariche apicali dell’apparato burocratico e
vennero dotati di ius publice (ex auctoritate principis) respondendi, ossia i loro respon-
sa erano considerati come forniti dallo stesso imperatore. Integrati nell’amministra-
zione statale e della corte imperiale, la loro produzione giuridica poté inglobare e
sistemare tutti gli ambiti del diritto, comprese i nuovi atti imperiali. In conseguenza
di ciò il diritto proprio dei militari assurse a ius singulare, ossia un sistema di norme
specif co per i militari ai quali non si applicavano le norme di ius commune.
è in questa nuova concezione del ruolo e del lavoro del giurista nonché dello
ius che Menandro, giureconsulto e membro della cancelleria imperiale sotto
Settimio Severo e Caracalla nonché autore di un trattato sulle De re militari in
quattro libri, poté sviluppare il concetto del delitto militare e ricondurlo sotto il
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genus dei delicta/crimina, andando, quindi, a dif erenziare il reato dei militari da
quello commesso da un paganus proprio perché a commetterlo era un soldato,
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ricomprendendolo nell’ambito di una propria ed esclusiva persecutio .
5. Il decadimento di epoca post-classica
In epoca post-classica vennero a mancare i fattori che avevano permesso di
creare una prima sistemazione della disciplina militare. Non vi era più un forte
potere centrale a causa degli innumerevoli sconvolgimenti geopolitici in atto: la
divisione dell’impero in due parti, il calo demograf co, la crisi del commercio, la
progressiva feudalizzazione dell’economia e della società e le invasioni barbariche. Il
diritto militare perse la propria indipendenza di ius singularis e venne ricompreso
nelle trattazioni sull’arte militare, in cui la disciplina era vista come uno strumento
per porre un freno al decadimento delle legioni. tale concezione è ben espressa
all’inizio del V secolo d. C. da Vegezio, un alto funzionario civile e non un militare,
nella sua opera Epitome rei militaris articolata in quattro libri. Il giurista esalta le
f gure degli imperatori Augusto, traiano e Adriano, dei quali elogia la loro opera di
ristabilimento dell’ordine all’interno delle legioni, riprendendo il tema della disci-
plina augusti, ossia una rivisitazione in chiave positiva della riorganizzazione delle
truppe fatta da Augusto dopo la battaglia di Azio volta a ristabilire la disciplina dei
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soldati e la pace .
13 D. 49.16.6.pr.
14 D. 49.16.2.pr.
15 Svetonio, De vita Caesarum, Divus augustus, 24.
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