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DE RE MILITaRI: DISCIpLINa E DIRITTo pENaLE MILITaRE aL TEMpo DEI RoMaNI
Nel 107 a.C., Caio Mario ottenne il consolato e il comando della guerra con-
tro Giugurta, e, per sopperire alla mancanza di legionari, eliminò qualsiasi requisito
di arruolamento basato sul censo. Si aprirono, pertanto, le porte delle legioni ai
capite censi, i nullatenenti, per i quali sia la corresponsione di uno stipendium, sia la
spartizione del bottino, sia l’acquisizione di diritti civili come il voto costituivano
un chiaro incentivo all’arruolamento; permettendo loro di migliorare la propria
condizione economica e sociale. La paga rendeva allettante la carriera militare anche
per altri soggetti, tanto che anche membri del ceto equestre iniziarono a militare
nelle f le delle legioni come centurioni. Questo benef cio distingueva nettamente la
condizione sociale dei soldati da quella dei semplici coloni, la cui vita era votata
all’autosuf cienza e alla sopravvivenza. A ciò si aggiungevano anche i ricchi donati-
vi dei comandanti, elargiti per mantenere e guadagnare il favore dei soldati e legarli
fedelmente al proprio destino, nonché il premio di congedo.
L’esercito diventò quindi di tipo professionale e volontario, la cui fedeltà
veniva “comprata” dal comandante di turno, che ben poteva utilizzarlo per i suoi
tornaconti personali e per le lotte politiche che caratterizzarono la tarda repubblica
e il periodo imperiale.
Altri elementi di rottura con il sistema repubblicano, oltre alla retribuzione
del mestiere di soldato, furono la dislocazione delle legioni e l’arruolamento di
legionari extra-italici.
In età repubblicana, infatti, le legioni venivano reclutate anno per anno e
dismesse al termine della guerra o all’arrivo dell’inverno, in quanto, con l’irrigidirsi
del clima, si interrompevano le ostilità. In età imperiale invece le legioni venivano
stanziate fuori dai centri urbani nelle aree di conf ne e la ferma aveva una durata
maggiore. Analogamente l’arruolamento di soldati di origine provinciale e barbari-
ca, inquadrati spesso in reparti specif ci, determinò la perdita delle caratteristiche
antropologiche e culturali della legione di età repubblicana, composta da soli ele-
menti italici. La parif cazione di trattamento, la disciplina, la gerarchia militare, l’in-
tenso addestramento e la lunga ferma furono tutti fattori che contribuirono a crea-
re un ambiente coeso e compatto, sempre più separato dagli ambienti cittadini e di
campagna in cui si insediava il reparto. A ciò si deve aggiungere come il militare,
massimamente nell’età del tardo impero, fosse malvisto dalla popolazione locale per
i privilegi accordatigli, non solo in campo giuridico e nei processi, ma anche per
quanto riguardava l’annona e l’ospitalità.
Conseguenza di ciò fu pertanto la separazione tra il ruolo di cittadino e quello di
soldato, che f no a quel momento erano coincidenti. tale separazione si rif esse anche
nella letteratura a cavallo tra repubblica e impero, in cui troviamo un lessico diverso per
indicare i militari, distinguendoli perciò dai cittadini: l’espressione homo militaris
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