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             in pratica, più si ha a che fare con clienti e utenti, meno si può decidere, e si deve atten-
             dere che la decisione venga presa “in alto”, dove le decisioni da prendere si addensano,
             si assommano, aspettando il loro turno. La piramide è una struttura disegnata top /
             down ma problemi e decisioni la risalgono continuamente sf dando le leggi di gravità.
             E più salgono più s’ingrossano. E da problemi piccoli, diventano problemi sempre
             più grandi. E i problemi grandi richiedono grandi decisioni. Chi sta in alto si trova
             dunque a prendere decisioni importanti su problemi che non vive in prima persona
             e, quindi, ha bisogno di tempo, di informazioni e di numeri per capirli prima di deci-
             dere. E quindi cosa si fa? Nelle aziende si fanno riunioni su riunioni tra manager. Si
             guardano soprattutto i numeri e li si interpretano per trovare delle soluzioni, perché i
             decisori non hanno l’abitudine di chiedere a chi sta “in basso” delucidazioni e propo-
             ste. Questo processo decisionale crea una distanza strutturale tra i problemi e le deci-
             sioni. Gli ef etti sono giganteschi: i tempi si allungano, le riunioni si moltiplicano, la
             struttura si ingessa e la decisione che arriva non sempre è la più ef  cace.
                  il secondo motivo che rende strutturalmente lenta la gerarchia tradizionale è la
             frammentazione. La maggioranza delle nostre organizzazioni ha un modello orga-
             nizzativo funzionale dove persone che hanno competenze simili vengono raggrup-
             pate verticalmente, dal vertice f no alla base. Questo crea specializzazioni e famiglie
             professionali: Finanza & Controllo, Sistemi informativi, risorse umane, ricerca &
             Sviluppo, Acquisti, Produzione, Commerciale ... ogni Funzione ha i propri obiet-
             tivi, le proprie competenze, i propri criteri di valutazione, il proprio linguaggio. La
             logica sottesa è che il frazionamento favorisce lo sviluppo di competenze e consente
             di esercitare con maggiore incisività il comando e controllo. Questo disegno molto
             razionale, però, non tiene conto del fatto che ogni funzione per realizzare i propri
             obiettivi ha bisogno del contributo delle altre e che, coerentemente, l’of erta di pro-
             dotti e servizi di un’organizzazione è il frutto del contributo di tutte le parti. inoltre,
             linguaggi diversi rendono dif  cile l’ascolto e la collaborazione tra funzioni. Ciò che
             accade normalmente, quindi, è che l’organigramma diventa una mappa di conf ni,
             i conf ni creano territori, i territori chiamano alla loro difesa, se necessario, anche
             passando all’attacco. in sintesi, i conf ni alimentano le lotte di conf ne. infatti, nelle
             organizzazioni, l’integrazione interfunzionale è uno dei punti più critici. Certo, ci
             sono manager che cercano la collaborazione utilizzando le relazioni ma, alla f ne,
             l’obiettivo funzionale prevale sull’obiettivo aziendale più grande e comune.

             3.  Gli effetti sulle persone
                  La distanza tra problemi e decisioni ha ef etti potenti sulle persone. Primo fra
             tutti, la generazione di eccessivo stress “in alto” e di frustrazioni o di alibi “in basso”.
             Stress “in alto” perché, nelle nostre aziende, i manager sono sommersi da problemi

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